Una risposta locale a un problema con ricadute economiche e sociali
A Forlì il problema del gioco d’azzardo patologico (Gap) interessa una quota significativa della popolazione adulta: i dati del Serd Forlì-Cesena indicano una prevalenza intorno al 3% nella fascia 25-62 anni. Per rispondere a questo bisogno, a marzo è stata inaugurata la struttura denominata “Level Up”, pensata non come un centro medico tradizionale ma come presidio di intercettazione precoce e prevenzione.
Nel corso del 2025 il Serd ha seguito 67 persone con diagnosi di gioco patologico. Dietro questi numeri si celano difficoltà concrete: 42 utenti hanno necessitato di consulenze specifiche per il sovraindebitamento, mentre nel 90% dei casi il trattamento ha coinvolto anche i familiari, riconosciuti come parti centrali nel percorso di recupero.
- Servizi offerti: consulenza legale gratuita, laboratori formativi, gruppi di confronto, percorsi per studenti e docenti;
- Target: giocatori tra i 25 e i 62 anni (dati in carico), familiari e contesti educativi;
- Approccio: prevenzione primaria e intercettazione precoce, con strumenti non stigmatizzanti, inclusivo anche del videogioco come strumento educativo.
«Da quando abbiamo aperto abbiamo già svolto diverse attività di prevenzione, che è uno dei focus su cui lavoriamo molto – spiega la responsabile del Serd Forlì-Cesena, Giovanna Maria Latino –. Abbiamo incontrato 16 educatori universitari, una ventina di scout e 12 educatori di Dialogos, oltre a fare formazione ai medici di base, che sono i primi a cui si rivolge la famiglia una volta individuato il problema».
La specificità locale è emersa anche nei modi di gioco: a Forlì si registra un ricorso sensibilmente minore al gioco online rispetto ad altre aree. Questo dato indirizza le strategie di prevenzione verso interventi sul territorio e sul contesto familiare, più che esclusivamente verso la regolamentazione del web.
| Voce | Valore |
|---|---|
| Prevalenza stimata (popolazione adulta) | 3% |
| Utenti trattati nel 2025 | 67 |
| Utenti con bisogno di consulenza per sovraindebitamento | 42 |
| Percentuale di trattamenti estesa ai familiari | 90% |
| Fascia d'età in carico | 25-62 anni |
Per i residenti di Forlì la novità principale è la presenza di un punto di riferimento locale dove ottenere assistenza senza costi e dove le famiglie possono trovare supporto pratico: dalle consulenze legali per affrontare debiti accumulati al lavoro di rete con scuole e operatori sul territorio. Le iniziative di formazione rivolte ai medici di base puntano a rendere più rapida l’identificazione dei segnali di rischio e l’attivazione delle risorse di cura.
La combinazione di dati clinici e interventi di prevenzione sul campo rappresenta una linea di lavoro che può ridurre l’impatto sociale del Gap se mantenuta e rafforzata. Per le istituzioni locali e le organizzazioni del terzo settore la sfida resta ora quella dell’integrazione dei servizi e di una capacità di intercettazione precoce che eviti che problemi economici e relazionali si trasformino in situazioni di crisi irreversibile.