Un timido segnale positivo nei reparti di ostetricia
Nel primo semestre del 2026 il reparto di Ginecologia e Ostetricia dell’ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì ha registrato 25 nascite in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il dato, reso noto dalla direzione dell’unità complessa che coordina i presidi di Forlì e Faenza, interrompe almeno temporaneamente un trend di riduzione delle nascite che interessa il territorio.
Secondo la direzione, il 2025 aveva visto complessivamente 650 bambini nati tra i due presidi. Il primario, dottor Luca Savelli, sottolinea che la denatalità resta un problema strutturale con ricadute sociali ed economiche per l’area.
«Il calo delle nascite è un problema strutturale che si protrae da molti anni, con una flessione costante di circa il 5% di bambini in meno ogni anno»
Chi nasce a Forlì: età, origine e rischi
La composizione delle madri che partoriscono nei presidi è cambiata: oggi il 49% delle donne non è di origine italiana. Inoltre l’età media al primo figlio è salita a 32 anni e mezzo, fattore che incide sull’aumento delle gravidanze a rischio e sulla gestione clinica del parto.
Questi elementi spiegano perché, nonostante la diminuzione complessiva dei parti, l’attività ospedaliera si sia evoluta: da un lato cala il numero assoluto dei parti, dall’altro cresce la complessità delle prestazioni richieste al personale sanitario.
Procreazione medicalmente assistita: un’attività in espansione
Per rispondere alle esigenze delle coppie, la struttura di Forlì ha intensificato l’attività di Procreazione medicalmente assistita (PMA). I dati forniti indicano oggi circa 600 coppie seguite all’anno e 150 trattamenti intrauterini eseguiti, rispetto ai 40 registrati nel 2021. Questo aumento riflette sia la domanda differita di figli sia l’investimento locale su servizi specialistici di fertilità.
| Voce | Valore |
|---|---|
| Neonati tra i due presidi (2025, totale) | 650 |
| Aumento nascite (primo semestre 2026 vs 2025) | +25 |
| Coppie seguite Pma (anno) | 600 |
| Trattamenti intrauterini (oggi) | 150 |
| Trattamenti intrauterini (2021) | 40 |
Conseguenze locali e spunti per il futuro
Per la comunità forlivese il lieve incremento di nascite rappresenta un segnale positivo, ma non modifica lo scenario di lungo periodo indicato dal primario: una diminuzione annua stimata intorno al 5% richiede politiche condivise, dai servizi alla famiglia al sostegno alla natalità. Sul piano sanitario, l’aumento dell’età materna e la maggiore percentuale di donne straniere richiedono continuità di formazione e risorse per gestire gravidanze a rischio e percorsi di nascita diversificati.
Infine, il rafforzamento delle attività di Pma nella struttura locale pone Forlì come punto di riferimento per coppie che cercano assistenza specialistica in Romagna, con ricadute sull’organizzazione dei servizi e sulla domanda territoriale.
- Il dato positivo: +25 neonati nel primo semestre del 2026 rispetto al 2025.
- Fattori strutturali: calo demografico pluriennale, età media al primo figlio in aumento.
- Servizi in crescita: significativo incremento dell’attività di PMA dal 2021.