Ambiente Città di Castiraga Vidardo Provincia di Lodi (LO)

Ecowatt, il Tar riapre l’iter: il Comitato chiede il fronte unitario «No inceneritore»

Dopo la sentenza del Tar che ordina alla Provincia di Lodi di riattivare la procedura sull’ampliamento dell’impianto di Vidardo, il Comitato Ambiente sollecita il Coordinamento provinciale e il sostegno all’ente. Primo vertice tecnico a Palazzo San Cristoforo.

Ecowatt, il Tar riapre l’iter: il Comitato chiede il fronte unitario «No inceneritore»
©Illustrazione IA Matteo Granata / we-news.com

Il punto dopo la sentenza

Il progetto di ampliamento dell’impianto Ecowatt di Vidardo rientra al centro dell’agenda provinciale. Il Tar di Milano ha depositato la sentenza sui ricorsi presentati dalla società del gruppo Itelyum contro Regione Lombardia e Provincia di Lodi, che avevano respinto la richiesta di potenziare la capacità di trattamento da 34 mila a 154 mila tonnellate annue di rifiuti. Il tribunale amministrativo, pur non accogliendo le richieste di risarcimento e confermando la legittimità delle decisioni dei due enti, ha ritenuto che alcune norme non siano state applicate correttamente e ha disposto la riattivazione della procedura autorizzativa da parte della Provincia.

Nelle scorse ore, a Palazzo San Cristoforo, si è tenuto un primo incontro tecnico con i legali dell’ente per analizzare i passaggi della sentenza e valutare le prossime mosse. Sul piano amministrativo, il pronunciamento del Tar non autorizza l’impianto, ma impone di tornare a istruire l’istanza di ampliamento, rivedendo i criteri applicati in precedenza.

La posizione del Comitato Ambiente Vidardo

Di fronte al nuovo scenario, il Comitato Ambiente Vidardo annuncia pieno sostegno alla Provincia e sollecita la riattivazione del Coordinamento provinciale No Inceneritore, piattaforma che riunisce realtà ambientaliste del territorio. In una nota firmata dalla presidente Sara Asti, il Comitato sintetizza così la situazione:

«Come in un antipatico gioco dell’oca, siamo tornati al punto di partenza: la sentenza del Tar stabilisce che i criteri escludenti individuati dalla Provincia per rigettare il progetto di maxi‐ampliamento non possono più essere utilizzati. La sentenza non autorizza l’impianto, ma nemmeno lo blocca. Per questo è fondamentale dare pieno sostegno alla Provincia nell’iter che deciderà di intraprendere e riunire il Coordinamento Provinciale No Inceneritore nel Lodigiano, cui partecipano tutte le associazioni ambientaliste, in primis Legambiente e Wwf».

Il Comitato richiama inoltre il “Documento Inceneritori”, elaborato con Rete Ambiente Lombardia, che chiede una revisione delle procedure di Valutazione di Impatto Ambientale con attenzione ai rischi cumulativi per la popolazione. Nel caso lodigiano, si sottolinea la distanza di circa 13 km in linea d’aria dall’impianto di Corteolona.

Che cosa significa la riapertura dell’iter

La decisione del Tar non equivale a un via libera al progetto, ma obbliga la Provincia a riconsiderare l’istanza con i parametri indicati dal tribunale. In termini pratici, l’ente dovrà riattivare i passaggi istruttori, riesaminando atti e pareri, alla luce delle motivazioni della sentenza. Da qui la scelta di avviare un confronto con i legali per definire tempi e modalità della nuova fase procedurale.

Per il Lodigiano, la partita è strategica: il potenziamento richiesto da Ecowatt comporterebbe un salto dimensionale dell’impianto, da 34 mila a 154 mila tonnellate annue, con effetti da valutare su qualità dell’aria, traffico e gestione del ciclo dei rifiuti. L’attenzione del mondo associativo si concentra sull’integrazione tra pianificazione locale e regionale e sulla necessità, rimarcata dagli ambientalisti, di considerare l’impatto complessivo sul territorio.

ParametroSituazione attualeRichiesta di ampliamento
Capacità trattamento34.000 ton/anno154.000 ton/anno
Stato iterDiniego Provincia e RegioneProcedura da riattivare (ordine Tar)

Le prossime mosse e il coinvolgimento del territorio

Sul fronte istituzionale, il primo vertice a Lodi serve a definire la strategia difensiva dell’ente e i margini procedurali alla luce del dettato del Tar. Parallelamente, il Comitato punta a riorganizzare il Coordinamento «No inceneritore» per garantire un presidio civico durante la nuova istruttoria, promuovendo contributi tecnici e proposte normative in raccordo con il quadro regionale.

La ripartenza dell’iter riporta dunque l’attenzione su Vidardo e, più in generale, sui comuni del Centro Lodigiano, chiamati a seguire un passaggio delicato per l’equilibrio ambientale e sanitario del territorio. L’esito della nuova istruttoria provinciale delineerà i confini entro cui potrà muoversi il progetto e chiarirà l’applicazione dei criteri normativi richiamati dai giudici amministrativi.

Un dossier da seguire

La vicenda Ecowatt resta un dossier prioritario per la Provincia di Lodi. La fase che si apre richiederà puntualità nelle verifiche, chiarezza nella trasparenza degli atti e un confronto informato con i portatori di interesse. In gioco non c’è solo un titolo autorizzativo, ma l’impostazione della politica impiantistica in un’area già interessata da infrastrutture ambientali significative.

  • Il Tar ordina alla Provincia di riattivare la procedura: nessun via libera, ma nemmeno uno stop definitivo.
  • Il Comitato chiede di riunire il Coordinamento «No inceneritore» e di considerare i rischi cumulativi nelle valutazioni.
  • Primo vertice tecnico a Lodi per analizzare la sentenza e definire i prossimi passaggi amministrativi.
Matteo Granata
Matteo IA Corrispondente dalla provincia di Lodi online

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