Stima economica e ricadute sul territorio
Uno studio condotto dallo Economics Living Lab, spin off dell'Università di Verona, in collaborazione con la Camera di Commercio locale, ha quantificato l'impatto economico di una flessione dell'export del vino pari al 5%. Nello scenario più prudente, indicato come "scenario 1", il danno complessivo per Verona e provincia arriverebbe a circa 261 milioni di euro, includendo perdite dirette delle cantine e effetti indiretti sull'indotto.
La provincia scaligera è il principale polo vitivinicolo nazionale per valore della produzione e pesa per circa il 10% del fatturato all'export del vino italiano. Per queste ragioni le oscillazioni dei mercati internazionali hanno un impatto subito rilevante sull'economia locale.
Chi subisce il colpo: imprese, fornitori e turismo
La stima considerata dallo studio non si limita alle cantine: comprende anche i fornitori di servizi, la filiera agricola e la comunità che trae benefici dall'enoturismo. Secondo il Servizio Studi e Ricerca della Camera di Commercio, il territorio veronese conta oltre 7.000 viticoltori, più di 24.000 ettari di vigneti, 15 DOC e 5 DOCG. Il settore genera occupazione, indotto nell'ospitalità, ristorazione e commercio, oltre ai servizi legati all'accoglienza dei visitatori.
«Al primato in termini di export e valore della produzione – Verona come altre province vitivinicole, aggiunge il fenomeno enoturistico, in grado di generare ulteriori benefici e lavoro che dà ulteriore valore a un asset imprescindibile per il nostro territorio», ha osservato il presidente della Camera di Commercio, Paolo Arena. «Il vino non è soltanto un comparto agricolo, ma un motore economico che genera occupazione, turismo, servizi, commercio e valore per il territorio», ha aggiunto il presidente di Coldiretti Verona, Alex Vantini.
Conseguenze pratiche per i cittadini e le aziende
Un calo dei ricavi a livello d'export può tradursi in minori investimenti, riduzione delle giornate lavorative stagionali e ripercussioni sui servizi che ruotano intorno al turismo enogastronomico. Per gli operatori locali la sfida immediata è mantenere accesso ai mercati esteri e contenere il calo di prezzi al produttore, mentre per amministrazioni e associazioni di categoria si apre il fronte delle politiche di sostegno.
- Ambito produttivo: possibile minor reddito per viticoltori e cantine;
- Indotto: effetti su fornitori, logistica e servizi turistici;
- Occupazione: rischio di contrazione delle ore lavorabili stagionali e posti legati all'enoturismo.
Quali risposte vengono indicate
Dal confronto tra istituzioni e parti sociali emerge la necessità di decisioni coordinate lungo la filiera. Tra le proposte discusse vi è la richiesta di maggiore dialogo tra produttori, ristorazione e canali di vendita, oltre ad interventi che possano sostenere redditività e competitività sui mercati esteri. Alcuni rappresentanti dell'agricoltura suggeriscono anche misure per regolare le superfici vitate e stabilizzare l'offerta, mentre enti camerali puntano a valorizzare ulteriormente l'enoturismo come volano.
| Dato | Valore |
|---|---|
| Perdita stimata (scenario -5% export) | ~261 milioni € |
| Viticoltori | >7.000 |
| Superficie vitata | >24.000 ettari |
| Denominazioni | 15 DOC, 5 DOCG |
Per la provincia di Verona il vino resta un asset strategico che intreccia agricoltura, industria e turismo: contenere le perdite sui mercati internazionali e sostenere la filiera sono scelte cruciali per limitare impatti sull'occupazione e sulla capacità del territorio di attrarre visitatori e valore.