Un’agronomia nuova per tempi di siccità
In una stagione caratterizzata da temperature elevate e precipitazioni imprevedibili, chi lavora la terra nella provincia si trova a confrontarsi con danni sempre più evidenti alle colture. A parlare della trasformazione necessaria è un tecnico che definisce se stesso «agronomo di campagna», radicato nel territorio di San Damiano e nel Monferrato, e che segue quotidianamente aziende agricole impegnate a salvare produzioni e reddito.
Dal campo, proposte concrete
Secondo l’esperto, la risposta non può limitarsi a interventi isolati: serve un approccio complessivo che combini tecniche tradizionali e strumenti moderni. Alcune delle indicazioni pratiche messe in evidenza riguardano la scelta di colture più rustiche e l’adozione di pratiche che preservino la struttura del suolo. A queste si affiancano tecnologie di precisione capaci di ottimizzare l’uso irriguo e ridurre gli sprechi.
- Rotazione delle colture per migliorare la fertilità e ridurre parassiti e malattie;
- Lavorazioni minime per mantenere la struttura del suolo e la sua capacità di assorbire acqua;
- Uso mirato dell’irrigazione con sensori e centraline per distribuire acqua solo dove serve;
- Ripristino di prati su terreni degradati come copertura protettiva e riserva organica;
- Agricoltura organica rigenerativa per ricostituire sostanza organica e resilienza dei terreni.
«Sta nascendo una vera e propria ‘agronomia della siccità’ che studia l’aridocoltura»
Il concetto di aridocoltura, citato dall’agronomo, indica l’insieme di tecniche e scelte colturali pensate per ambienti con scarsità idrica: varietà rustiche, pratiche conservative del suolo e una gestione dell’acqua molto più oculata rispetto al passato.
Suolo come priorità
Un aspetto ricorrente è il degrado della struttura del terreno: senza una buona tessitura e adeguata sostanza organica, le precipitazioni diventano eventi di superficie che non infiltrano e non ricaricano gli strati profondi. La proposta è quindi di investire nella rigenerazione puntando su tecniche che riducano le lavorazioni e aumentino la copertura vegetale permanente.
| Pratica | Beneficio locale |
|---|---|
| Ripristino di prato | Protegge il suolo, favorisce biodiversità, richiede poca manutenzione |
| Lavorazioni minime | Conserva struttura del terreno e umidità |
| Irrigazione di precisione | Riduce consumi d'acqua e sprechi |
Cosa cambia per gli agricoltori astigiani
Per le imprese del territorio le conseguenze sono concrete: modificare le rotazioni, scegliere varietà diverse, adottare nuove macchine e sensori implica costi e tempi di apprendimento. Tuttavia, l’alternativa è esposta al rischio di perdite più elevate in stagioni con ondate di caldo e precipitazioni concentrate. Per questo l’agronomo sottolinea l’importanza di un approccio integrato che combini conoscenze locali, pratiche tramandate e innovazione tecnologica.
Le indicazioni emerse sono rilevanti non solo per gli addetti ai lavori ma per l’intera comunità rurale: la gestione dell’acqua e la salute dei suoli influenzano aspetti come paesaggio, servizi ecosistemici e produzione agroalimentare tipica del Monferrato.
In un contesto climatico in rapida evoluzione, la sfida per la provincia è duplice: sostenere le aziende nell’adozione di pratiche rigenerative e ridurre l’impatto delle nuove condizioni attraverso scelte di gestione del territorio coerenti e condivise.