La Cgil ha annunciato un presidio per giovedì 16 luglio davanti al Palazzo della Regione a Torino per richiamare l’attenzione sulle conseguenze del caldo estremo sui lavoratori che operano all’aperto. La mobilitazione, rivolta in particolare ai settori dell’edilizia, dell’agricoltura e della logistica, parte dall’applicazione di un’ordinanza regionale entrata in vigore il 30 maggio che introduce misure per i giorni segnati dal cosiddetto “bollino rosso”.
Le ragioni della protesta
Il sindacato denuncia che, nonostante l’ordinanza, la sua applicazione sul territorio è disomogenea e in alcuni casi non rispettata. In Piemonte e nell’Astigiano sono già stati segnalati casi di infortuni da colpo di calore e sono arrivate denunce di violazioni agli organi di vigilanza che non avrebbero però ricevuto riscontri soddisfacenti.
«è alta la nostra preoccupazione per il rispetto delle norme sulla salute in queste difficili settimane»
La preoccupazione è stata espressa da Alessandro Berruti, Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza Territoriale (RLST) della Cgil di Asti, che ha sottolineato anche le difficoltà operative degli organi di controllo, spesso limitati dalle carenze di organico.
Quali misure prevede l’ordinanza
Il provvedimento regionale, pensato per ridurre l’esposizione al rischio nelle giornate con picchi di calore, indica limitazioni di orario e suggerisce modifiche all’organizzazione del lavoro. La Cgil chiede però che tali indicazioni non restino lettera morta e diventino pratiche concrete e monitorate.
- Settori interessati: edilizia, agricoltura, logistica (ma il rischio riguarda anche industria meccanica e igiene urbana).
- Misure chiave richieste: cambiamenti degli orari di lavoro, fornitura di acqua e integratori, dispositivi di protezione adeguati.
- Problema centrale: carenze di organico degli enti di vigilanza e scarsa applicazione del testo normativo.
| Ambito | Rischi | Misure indicate |
|---|---|---|
| Edilizia | Esposizione al sole, colpi di calore | Limitazioni orarie, acqua, pause |
| Agricoltura | Lavoro nei campi, fragilità per i lavoratori | Riorganizzazione turni, integratori |
| Logistica / igiene urbana | Sforzo fisico all'aperto, rischio diffuso | DPI, adeguamento mansioni |
Normativa e responsabilità aziendali
La Cgil ricorda che il Decreto legislativo 81/2008 impone alle aziende l’analisi di tutti i rischi fisici, compreso il microclima, per rendere le mansioni sostenibili. Secondo il sindacato, in molte realtà questa valutazione non viene effettuata in maniera adeguata o si risponde con interventi improvvisati.
La richiesta concreta della Cgil comprende interventi sindacali per contrattare modifiche di orario, l’erogazione di acqua e integratori e l’adozione di dispositivi di protezione individuale efficaci, oltre a un potenziamento dei controlli pubblici per garantire il rispetto delle norme.
Per i lavoratori e le imprese della provincia di Asti il richiamo è duplice: da un lato rispettare le prescrizioni già in vigore e adottare misure preventive; dall’altro segnalare tempestivamente alle autorità e alle rappresentanze sindacali eventuali violazioni o condizioni di rischio. Il presidio a Torino sarà anche un’occasione per chiedere alla Regione Piemonte più strumenti operativi per la vigilanza e tutele più stringenti per i lavoratori più esposti.