Servizio attivato in tutta la rete: ora il nodo sono le risorse
Tutte le Case di comunità afferenti all’ASST Valtellina e Alto Lario risultano avviate: presìdi attivi da Bormio a Tirano, passando per Sondrio, Morbegno, Chiavenna e Dongo. Il calendario imposto dalla normativa regionale prevedeva l’attivazione entro il 1° luglio; la scadenza è stata rispettata, ma resta aperta la questione più delicata: garantire personale medico e di supporto sufficiente a coprire i turni e rendere i servizi realmente fruibili.
Per superare una carenza strutturale di professionisti che si trascina da tempo, la Direzione generale Welfare di Regione Lombardia ha chiesto alle aziende sanitarie di applicare i nuovi contenuti dell’Accordo collettivo nazionale riferito ai rapporti con i medici di medicina generale, nella parte dedicata alle Case di comunità. La linea è chiara: tutti i medici di famiglia dovranno contribuire.
Turni e compensi: come funziona per i medici di famiglia
- Obbligo di servizio: tutti i medici di medicina generale, a prescindere dal numero di assistiti e anche se non inseriti nel ruolo unico, sono tenuti a prestare turni nelle Case di comunità.
- Durata dei turni: minimo 3 ore e massimo 6 ore a settimana.
- Compenso: 38,72 euro l’ora.
- Priorità: la turnazione coinvolge in prima battuta i medici del ruolo unico.
La cornice regolatoria è stata illustrata in una riunione operativa tenuta in ASST con la direzione sociosanitaria, guidata da Roberta Trapletti, e i referenti delle nove AFT (Articolazioni funzionali territoriali) della provincia di Sondrio e dell’Alto Lario. Obiettivo: distribuire i carichi e definire un calendario sostenibile che consenta di coprire l’apertura dei servizi, senza sguarnire gli ambulatori di base.
Dove sono attive le Case di comunità
La rete locale comprende i principali centri della Valtellina e dell’Alto Lario, con l’intento di avvicinare le prestazioni ai cittadini e alleggerire i Pronto soccorso.
| Area | Presìdi attivi |
|---|---|
| Alta Valtellina | Bormio, Livigno (AFT dedicata) |
| Media Valtellina | Tirano, Sondrio |
| Bassa Valtellina | Morbegno |
| Valchiavenna | Chiavenna |
| Alto Lario | Dongo |
Il coordinamento con le AFT — Livigno, Bormio, Tirano, Sondrio area Orobica, Sondrio area Retica, Morbegno ovest, Morbegno est, Valchiavenna e Alto Lario — è centrale per calibrare i turni e garantire una presenza capillare. I referenti territoriali, indicati dall’ASST, hanno condiviso le linee organizzative per l’assegnazione delle ore settimanali.
Cosa cambia per i cittadini
L’entrata a regime delle Case di comunità punta a offrire un primo punto di accesso sanitario vicino a casa, integrando attività di medicina generale, servizi infermieristici e funzioni di presa in carico. Nel breve periodo la novità più concreta è la maggiore possibilità di trovare un medico in sede secondo turni programmati, anche se la piena operatività dipenderà dall’effettiva copertura delle fasce orarie e dall’arrivo di nuovo personale di supporto.
Per gli utenti è consigliabile verificare gli orari di apertura e i servizi disponibili presso la singola struttura territoriale di riferimento. L’ASST, alla luce delle indicazioni regionali, sta lavorando per uniformare i calendari e pubblicare le informazioni aggiornate sui canali ufficiali. In questa fase di avvio, i tempi di assestamento potrebbero portare a differenze tra sedi, ma l’obiettivo dichiarato è di assicurare la continuità dell’assistenza di base e la risposta ai bisogni più frequenti senza ricorrere all’ospedale.
Il quadro organizzativo: equilibrio tra ambulatori e territorio
La sfida è duplice. Da un lato, rispettare il vincolo dell’obbligo di presenza dei medici di famiglia nelle Case di comunità; dall’altro, non penalizzare l’attività ambulatoriale nei comuni e nelle frazioni più periferiche. Per questo la programmazione settimanale cercherà un punto di equilibrio tra turni minimi — 3 ore — e massimi — 6 ore — così da mantenere l’accessibilità nelle sedi tradizionali e attivare i nuovi sportelli territoriali.
L’applicazione dell’Accordo collettivo consente di riconoscere un compenso uniforme per le ore prestate in struttura, 38,72 euro l’ora, elemento pensato per rendere sostenibile la partecipazione di tutti i professionisti coinvolti.
I prossimi passi
La priorità dell’ASST resta il completamento dei team in ciascuna sede, con l’inserimento di figure infermieristiche e amministrative indispensabili per l’accoglienza e l’orientamento dei pazienti. La collaborazione con le AFT sarà decisiva per monitorare i flussi, calibrare i turni e intercettare le esigenze delle diverse vallate. Gli utenti, nel frattempo, potranno contare su un avvio formalmente completato e su un percorso di consolidamento che punta a rendere stabile la presenza dei servizi nelle Case di comunità.