Prezzi in aumento e filiera sotto pressione
Il fresco periodo estivo porta con sé anche un conto più salato per chi acquista un gelato in provincia di Venezia. Secondo le stime diffuse, i consumatori locali spenderanno complessivamente circa 25 milioni di euro per rinfrescarsi quest’anno, mentre su scala regionale la previsione si attesta su 142,6 milioni di consumo annuo.
Dietro il bancone, però, la crescita dei prezzi non è frutto di scelte arbitrarie: gelatieri e associazioni di categoria chiamano in causa l’aumento generalizzato dei costi della filiera. Tra i maggiori fattori di pressione vengono citati rincari nei prezzi dei fornitori, costi energetici e spese di manutenzione delle macchine indispensabili per la produzione artigianale.
La voce dei produttori
«Sono aumentati i prezzi dei prodotti dei fornitori. Parliamo di linee importanti come Fabbri o Prodotti Stella. È aumentato tutto da marzo di quest'anno, e non parliamo solo di fornitori e bollette, ma anche di manutenzione delle macchine di cui non possiamo fare a meno»
La dichiarazione è di Maurizio Mutti, titolare della gelateria Da Nico alle Zattere, che segnala come gli aumenti partano spesso dai distributori e ricadano sul prezzo al consumatore.
Simile la posizione di Silvia Morsanuto, presidente dei gelatieri della Confartigianato Imprese della Città Metropolitana di Venezia: per la categoria, il prezzo medio del gelato è salito di circa 30% negli ultimi quattro anni, una tendenza che riflette i maggiori costi per energia e materie prime.
«Oltre un certo prezzo non possiamo andare se vogliamo accontentare la clientela, ma dobbiamo fare i conti con i costi vivi della produzione»
Materie prime e impatto sui listini
I rincari segnalati riguardano in particolare alcuni ingredienti chiave: le nocciole sono cresciute del 30-40%, l’amarena del 40%, mentre anche zucchero, latte e panna registrano aumenti. A queste voci si aggiungono i maggiori costi di trasporto legati al caro carburanti e l’uso diffuso di materiali biodegradabili per coppette e cucchiaini, ulteriori elementi che pesano sul prezzo finale.
- Spesa stimata in provincia di Venezia: 25 milioni di euro
- Consumo stimato in Regione: 142,6 milioni
- Aumento medio del prezzo del gelato negli ultimi 4 anni: ~30%
- Rincari segnalati per nocciole: 30-40%; amarena: 40%
| Voce | Variazione segnalata |
|---|---|
| Prezzo medio gelato (ultimi 4 anni) | +30% |
| Nocciole | +30-40% |
| Amarena | +40% |
| Spesa stimata (provincia di Venezia) | 25 milioni € |
Conseguenze per consumatori e imprese locali
Per i clienti il risultato è uno scontrino più alto: prezzi delle coppette e delle porzioni che aumentano e, per alcune gelaterie, l’impossibilità di assorbire completamente i maggiori costi. Per gli esercenti, invece, la situazione è complessa: margini sotto pressione, costi fissi e di manutenzione in crescita e la necessità di mantenere prezzi competitivi per non perdere clientela, in particolare in aree molto frequentate dalla domanda turistica come le Zattere e il centro storico.
Le associazioni di categoria chiedono attenzione sul tema delle filiere e soluzioni condivise per contenere l’impatto sui consumatori senza compromettere la sostenibilità delle imprese artigiane del settore.
Per i cittadini interessati, può essere utile confrontare i listini delle gelaterie locali e privilegiare produzioni artigianali che dichiarano trasparenza sulle materie prime. Per gli operatori resta aperto il nodo della contrattazione con i fornitori e della gestione dei costi energetici e di manutenzione, elementi decisivi per il prezzo finale del prodotto.