Il Tribunale sancisce la fine della società: avviata la liquidazione giudiziale
La Sezione procedure concorsuali del Tribunale di Brescia ha pronunciato la sentenza n. 253/2026 che dispone l'avvio della liquidazione giudiziale del Brescia Calcio, società con sede a Torbole Casaglia. La decisione arriva dopo le ormai note difficoltà economiche che avevano portato all'esclusione del club dai campionati professionistici e al fallimento del tentativo di concordato in bianco.
Con il provvedimento sono state indicate le figure chiamate a gestire la procedura: Alessandro Pernigotto come giudice delegato e Luigi Meleleo come curatore. Il Tribunale ha anche fissato il termine per i creditori: la presentazione delle domande di ammissione allo stato passivo dovrà avvenire entro il 20 novembre 2026.
- La sentenza è stata depositata come atto ufficiale del Tribunale: n. 253/2026.
- La società ha sede a Torbole Casaglia e affonda le sue radici nella storia calcistica cittadina di oltre un secolo.
- Il tentativo di concordato in bianco non ha avuto esito favorevole.
Secondo quanto emerso nella documentazione allegata alla procedura, ha pesato sulla decisione anche la relazione dell'esperto incaricato di monitorare lo stato di crisi dell'ultimo anno. Nel rapporto, si rileva che la società non avrebbe rispettato il principio di buona fede e correttezza nella composizione della crisi.
| Voce | Dato |
|---|---|
| Numero sentenza | 253/2026 |
| Sede società | Torbole Casaglia |
| Giudice delegato | Alessandro Pernigotto |
| Curatore | Luigi Meleleo |
| Termine creditori | 20 novembre 2026 |
La vicenda si chiude simbolicamente nel giorno del settantesimo compleanno del presidente Massimo Cellino, che ha commentato con amarezza la pronuncia del Tribunale. Secondo l'imprenditore, l'atto rappresenterebbe una sanzione piuttosto che una soluzione, mentre sul piano economico ha evidenziato come per i creditori si prospetti una perdita significativa.
“È solo un atto di punizione. Non pensavo che l'acredine fosse più forte della ragione”
Cellino ha inoltre dichiarato che la riattivazione della matricola del vecchio Brescia, avvenuta lo scorso 30 giugno, non è stata sufficiente a modificare l'esito finale e ha fatto riferimento a una possibile plusvalenza derivante dalla cessione di Sandro Tonali, stimata in circa 6 milioni, che tuttavia non ha evitato la dichiarazione di liquidazione. Sempre secondo il presidente, la situazione comporterebbe per i creditori una perdita di oltre 5 milioni, e la vicinanza della data del 2 agosto ha ridotto l'utilità di eventuali impugnazioni.
Per la città e per la platea dei tifosi si tratta di una chiusura formale di una lunga pagina di calcio: il club, fondato oltre un secolo fa, ha attraversato stagioni tra Serie A e Serie B e la decisione del Tribunale apre ora una fase in cui saranno i curatori e i creditori a definire gli sviluppi pratici.
La procedura di liquidazione giudiziale avrà ripercussioni non solo sul fronte sportivo ma anche su quello occupazionale e sui rapporti economici che legano il club al territorio. Nei prossimi mesi sarà fondamentale la trasparenza nelle comunicazioni della curatela e l'attenzione dei creditori che intenderanno far valere i propri diritti entro il termine fissato dal Tribunale.