Una scelta regionale che riconosce la specificità della montagna
La Regione Veneto, nella cornice della riforma varata con la Legge regionale n. 8 del 2025, ha deliberato di configurare la provincia di Belluno come bacino territoriale autonomo per il trasporto pubblico locale. La decisione, illustrata e commentata dall'assessore alla Montagna Dario Bond, è stata accolta come un passo significativo per una provincia che presenta caratteristiche morfologiche e di popolamento molto diverse rispetto alle aree di pianura.
Secondo la Regione, la conformazione dolomitica, la bassa densità abitativa e le lunghe percorrenze rendono necessario un modello organizzativo specifico, diverso da quello adottato per i grandi bacini urbani. In questo quadro l'assessore ai Trasporti Diego Ruzza viene ringraziato per aver recepito le istanze del territorio e tradotto in atto amministrativo le esigenze segnalate dalla Provincia di Belluno.
Implicazioni pratiche per i servizi e la programmazione
La scelta di mantenere un bacino autonomo dovrebbe permettere una programmazione più aderente alle necessità locali: dalla calibrazione delle frequenze alle rotte tra vallate, fino all'organizzazione dei servizi nei periodi di maggiore afflusso turistico o invernale. La delibera mira a evitare che le scelte operative vengano dettate da logiche pensate per contesti di pianura, che non sempre sono compatibili con la realtà montana.
- Obiettivo: garantire collegamenti essenziali calibrati sulla geografia montana;
- Motivazione: riconoscere la specificità territoriale (valenze fisiche, densità, percorrenze);
- Attori: Regione Veneto, assessori Dario Bond e Diego Ruzza, Provincia di Belluno.
«La Regione ha riconosciuto che la montagna non può essere trattata come qualsiasi altro territorio» — Dario Bond
Il commento dell'assessore Bond sottolinea come il provvedimento sia frutto di un'analisi tecnica dei flussi di mobilità e delle condizioni locali, e non una deroga: si tratta, nelle sue parole, di applicare modelli organizzativi differenti quando esistono ragioni oggettive.
Quali scenari per il futuro e quali attenzioni per i cittadini
Per i residenti, la trasformazione in bacino autonomo apre prospettive concrete: potenzialmente una rete di tpl più coerente con gli orari di lavoro e scuola, collegamenti migliorati tra vallate e un coordinamento più stretto con le esigenze turistiche stagionali. Rimangono da definire i dettagli operativi — finanziamenti, convenzioni con operatori, orari e capillarità delle corse — che dovranno essere messi a punto nelle prossime fasi.
| Elemento | Stato attuale |
|---|---|
| Riforma di riferimento | Legge regionale n. 8 del 2025 |
| Decisione | Belluno riconosciuta bacino territoriale autonomo |
| Principali referenti | Dario Bond (Assessore alla Montagna), Diego Ruzza (Assessore ai Trasporti) |
Nei prossimi mesi sarà importante seguire l'iter attuativo: gli atti amministrativi successivi diranno come verranno tradotte in pratica le dichiarazioni politiche. Per i pendolari, le famiglie e le imprese locali la posta in gioco è la garanzia di collegamenti affidabili e sostenibili, che tengano conto delle esigenze specifiche di un territorio montano come il Bellunese.