Prove di isolamento sismico per le bacheche del Museo Archeologico
Al Museo Archeologico Statale di Ascoli Piceno, con sede a Palazzo Panichi, sono state eseguite le prime prove di caratterizzazione dinamica di una soluzione progettuale pensata per proteggere i reperti dai danni indotti da un evento sismico. Si tratta di bacheche che adottano un isolare sismico alla base, una tecnica sperimentata a livello nazionale e ora applicata sul patrimonio locale.
Il progetto è stato messo a punto dall'ingegner Giuseppe Brandimarti e validato con studi condotti dal gruppo di Tecnica delle Costruzioni del Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Architettura dell'Università Politecnica delle Marche, sotto il coordinamento del professor Fabrizio Gara. Il lavoro è stato realizzato in collaborazione con la direzione del Museo Archeologico Statale di Ascoli Piceno.
"La ricostruzione non significa soltanto restituire edifici sicuri, ma anche proteggere la memoria e l'identità delle nostre comunità", ha detto il Commissario Straordinario alla Ricostruzione Guido Castelli.
Un tassello della tutela dei beni dopo il sisma del 2016
La sperimentazione si inserisce nel più ampio quadro degli interventi avviati dopo il sisma del 2016. Dalle cifre diffuse nell'ambito della ricostruzione emergono alcuni dati significativi per il territorio:
- oltre 5.000 edifici danneggiati tra chiese, palazzi storici e manufatti;
- più di 1.800 interventi di messa in sicurezza già realizzati o programmati;
- oltre 30.700 beni mobili recuperati e spesso trasferiti in luoghi protetti;
- su 1.882 beni sono stati effettuati interventi specifici di messa in sicurezza;
- quasi 200 interventi di restauro completati o in corso;
- oltre 1.800 beni già restituiti ai proprietari.
Per la comunità locale, la sperimentazione di soluzioni come le bacheche con isolamento alla base rappresenta un approccio pragmatico alla tutela dei reperti: non solo restaurare o mettere in sicurezza gli edifici, ma adottare misure mirate per preservare i singoli oggetti che compongono la memoria storica del territorio.
Impatto pratico e prospettive
La validazione di sistemi di isolamento per le vetrine museali può avere ricadute concrete su più fronti: garantire una maggiore protezione durante eventuali scosse, ridurre il rischio di danneggiamento di reperti fragili e facilitare il ritorno dei beni alle comunità locali in condizioni di sicurezza. Inoltre, la collaborazione tra università, museo e istituzioni evidenzia la centralità della ricerca applicata nella fase di ricostruzione e tutela del patrimonio culturale.
| Voce | Valore |
|---|---|
| Edifici danneggiati | > 5.000 |
| Interventi di messa in sicurezza | > 1.800 |
| Beni mobili recuperati | > 30.700 |
| Interventi specifici su beni | 1.882 |
| Restauri completati o in corso | ~ 200 |
| Beni restituiti | > 1.800 |
Resta da monitorare l'esito delle prove di caratterizzazione dinamica e le successive fasi di implementazione. Per i cittadini di Ascoli Piceno è comunque una notizia positiva vedere sperimentate soluzioni concrete che rafforzano la tutela della memoria collettiva contenuta nei musei locali.