Decisione aziendale e ricadute locali
Amazon ha comunicato lo spostamento delle sue attività dall'area logistica di Malpensa a un sito a Montichiari (provincia di Brescia), con effetto operativo programmato per i primi giorni di settembre. La scelta, che secondo i rappresentanti dei lavoratori si è concretizzata in tempi brevi, mette in bilico quasi 200 posti di lavoro tra contratti a termine e a tempo indeterminato operanti presso l'hub del Terminal 2 dell'aeroporto.
La notizia ha provocato nella mattinata di mercoledì un presidio dei dipendenti e delle organizzazioni sindacali davanti ai magazzini di Malpensa, dove Filt‑Cgil, Fit‑Cisl, Ugl‑Ta e Uiltrasporti hanno chiesto «attenzione e rispetto delle persone» e soluzioni per evitare licenziamenti.
«Per dieci anni abbiamo assicurato la commessa, ora lasciati a casa»,
Tempi stretti e vincoli sindacali
La comunicazione aziendale, datata 24 luglio, rende operativa la nuova soluzione logistica dall'8 settembre. Nel mezzo c'è il mese di agosto, periodo nel quale, secondo i sindacati, operano limiti che rendono difficile l'organizzazione di azioni di protesta collettive come gli scioperi. Questa finestra temporale ridotta complica le trattative e le possibili ricollocazioni.
Motivazioni e impatto territoriale
Secondo quanto emerso, il trasferimento sarebbe legato a scelte economiche e contrattuali del fornitore che gestisce le attività: spostare la commessa a Montichiari, a circa 154 km di distanza da Malpensa, avrebbe permesso una riduzione dei costi operativi. Per la provincia di Brescia la nuova sede è accolta come una acquisizione di volumi logistici, ma per i dipendenti attuali la distanza rende poco praticabile ogni ipotesi di trasferimento individuale.
- Numero stimato di esuberi: 196 (secondo fonti sindacali locali)
- Data comunicazione aziendale: 24 luglio
- Data di avvio operazioni nel nuovo sito: 8 settembre
Richieste dei sindacati e possibili soluzioni
I rappresentanti dei lavoratori chiedono il coinvolgimento delle istituzioni per favorire l'assorbimento del personale e sollecitano l'azienda e i nuovi fornitori a trovare accordi che evitino licenziamenti. È stata espressa la necessità di aprire un tavolo di confronto che consideri misure di ricollocazione, incentivi alla mobilità o strumenti di tutela temporanea per le famiglie coinvolte.
| Voce | Valore |
|---|---|
| Distanza Malpensa–Montichiari | 154 km |
| Posti a rischio | 196 (sindacati) |
| Data operativa trasferimento | 8 settembre |
Cosa cambia per i lavoratori della provincia
Per i dipendenti che attualmente servono il magazzino di Malpensa la prospettiva è complessa: il nuovo sito in provincia di Brescia non è facilmente raggiungibile per chi vive e lavora nell'area dell'aeroporto e questo rende difficoltosa una continuità occupazionale senza misure di sostegno. Le prossime settimane saranno decisive per capire se si apriranno percorsi di ricollocazione o ammortizzatori che limitino l'impatto sociale del cambio di sede.
La vicenda richiama l'attenzione sul ruolo strategico della logistica nel territorio lombardo e sulle conseguenze immediate che decisioni aziendali, anche coordinate a livello di filiera, possono avere su comunità e mercato del lavoro locale.