Richiesta urgente alle amministrazioni comunali
Un ampio cartello di organizzazioni ambientali e animaliste ha lanciato un appello pubblico ai 273 sindaci e sindache della Toscana affinché attivino la procedura prevista dall'articolo 33 della Legge Regionale n. 3/1994 per bloccare le giornate di preapertura della caccia programmate per mercoledì 2 e domenica 6 settembre. Tra i promotori figurano realtà nazionali e regionali come WWF, LIPU, LAC, LAV, Italia Nostra, Legambiente, ENPA e diverse altre associazioni locali.
Motivazioni scientifiche e ambientali
Le organizzazioni richiamano le evidenze fornite dal Consorzio LaMMA, che descrivono una situazione di grave e prolungata siccità accompagnata da ondate di calore estreme. Secondo gli appelli, queste condizioni mettono in stato di forte stress la fauna selvatica: la riduzione delle disponibilità idriche e le temperature elevate compromettono mobilità, capacità di fuga e ciclo vitale degli animali, aumentandone la vulnerabilità nei confronti dell'attività venatoria.
«Gli animali selvatici sono già stremati dalla mancanza cronica di acqua. Sotto l’effetto del caldo estremo non hanno le forze per sfuggire ai cacciatori e ai loro micidiali sistemi di attrazione come i “richiami”. Consentire la caccia in questo momento si tradurrebbe in un prelievo distruttivo che cancella la biodiversità e compromette la soprav»
Strumento normativo proposto
Le associazioni indicano ai primi cittadini lo strumento da utilizzare: l'articolo 33 della legge regionale, che consente alla Giunta regionale, su richiesta dei Comuni interessati, di vietare l'esercizio venatorio in aree delimitate per sopravvenute condizioni stagionali o climatiche tali da pregiudicare la tutela ambientale. L'iniziativa mira quindi a far pesare la responsabilità comunale nella protezione della biodiversità in un contesto climatico eccezionale.
Implicazioni e possibili conseguenze
Se le richieste dovessero essere accolte, la sospensione delle giornate di preapertura rappresenterebbe una misura cautelativa a tutela degli ecosistemi locali. In assenza di interventi, gli ambientalisti avvertono il rischio di un impatto gravemente sproporzionato sugli esemplari già indeboliti dalla siccità. L'appello solleva inoltre questioni più ampie sulla gestione delle risorse naturali in un clima che sta cambiando: lo spostamento di pratiche consolidate (come il calendario venatorio) in funzione delle emergenze ambientali è destinato a diventare un nodo ricorrente nelle politiche territoriali.
- Richiedenti: WWF, LIPU, LAC, LAV, Italia Nostra, Legambiente, ENPA e altre associazioni
- Destinatari: i 273 sindaci e sindache della Toscana
- Strumento invocato: articolo 33, Legge Regionale n. 3/1994
- Date coinvolte: 2 e 6 settembre (giornate di preapertura)
| Elemento | Dettaglio |
|---|---|
| Ente scientifico citato | Consorzio LaMMA (Regione Toscana e CNR) |
| Condizioni ambientali | Prolungata siccità e ondate di calore estreme |
| Effetto principale segnalato | Fauna selvatica in stato di grave stress e maggiore vulnerabilità |
La richiesta delle associazioni apre un confronto immediato tra amministrazioni locali e Regione sulla necessità di adeguare pratiche e norme correnti alle condizioni ecologiche reali. Resta da vedere quanti Comuni seguiranno la sollecitazione e con quale rapidità la Giunta regionale risponderà a eventuali istanze di divieto: la questione interseca aspetti tecnici, legali e politici che determineranno gli effetti pratici sul territorio nelle prossime settimane.