Vertenza abitativa in via Alessandria 25, la Prefettura convoca le famiglie
Dieci nuclei familiari che vivono nello stabile di via Alessandria 25 si sono rivolti alla Prefettura per chiedere soluzioni abitative adeguate dopo una fase di proteste pubbliche e incontri con l'amministrazione comunale. Martedì mattina tre famiglie hanno già accettato gli alloggi proposti dal Comune; restano in attesa sette nuclei, alcuni dei quali numerosi e con membri che presentano gravi patologie.
La delegazione è stata ricevuta dalla prefetta Cosima Di Stani, che si è impegnata a «fare in modo che ci sia una maggiore celerità nelle assegnazioni», come riferito dall'avvocata che assiste le famiglie. Le famiglie avevano manifestato davanti al municipio e, tre settimane prima, avevano incontrato il sindaco Federico Basile e l'assessora Alessandra Calafiore per chiedere rispetto degli impegni presi dall'ente locale.
«Si tratta di nuclei familiari numerosi e con esigenze particolari dal punto di vista sanitario»
Durante il confronto con il Comune, secondo quanto riferito, sono state prospettate soluzioni abitative temporanee basate esclusivamente sul numero dei componenti dei nuclei, senza tenere conto della presenza documentata di persone fragili con certificazioni mediche. L'avvocata ha sottolineato che un trasferimento non calibrato sulle condizioni di salute dei soggetti interessati potrebbe arrecare «un ulteriore, gravissimo danno biologico e personale».
Impatti pratici e prospettive
La questione coinvolge diversi livelli: il Comune ha proposto alloggi sulla base dei componenti dei nuclei familiari; le famiglie chiedono che vengano considerati anche i profili sanitari e le esigenze particolari. La Prefettura, ricevuta la delegazione, ha garantito un interessamento per favorire una soluzione condivisa tra le parti coinvolte.
- Famiglie coinvolte: 10
- Alloggi accettati: 3
- Famiglie in attesa: 7
| Voce | Numero |
|---|---|
| Famiglie totali | 10 |
| Famiglie che hanno accettato alloggi | 3 |
| Famiglie in attesa | 7 |
Per gli abitanti del quartiere e per chi si occupa di politiche sociali la vicenda solleva interrogativi pratici: tempi di assegnazione delle case popolari o temporanee, criteri di valutazione delle situazioni di fragilità, e la necessità di coordinamento tra Prefettura e Comune per garantire trasferimenti che non aggravino le condizioni di salute dei soggetti interessati.
Le famiglie dichiarano di volere soltanto «abitazioni idonee e dignitose», mentre la Prefettura ha annunciato un impegno per accelerare le procedure. Resta ora da vedere come verranno tradotti gli impegni in soluzioni concrete, soprattutto per i nuclei che hanno esigenze sanitarie documentate.