Emergenza idrica a Maddalusa, il sindacato chiede separazione tra diritto all'acqua e contenziosi urbanistici
La Cgil di Agrigento è intervenuta sulla crisi idrica che interessa la frazione di Maddalusa, dove i residenti segnalano l'assenza di acqua potabile da oltre un mese. Il sindacato sollecita che il servizio essenziale venga ripristinato senza che l'erogazione venga condizionata da procedure di regolarizzazione urbanistica o da eventuali abusi edilizi.
Secondo il segretario provinciale, Alfonso Buscemi, il diritto all'acqua deve restare distinto dalle questioni urbanistiche, che vanno affrontate con gli strumenti amministrativi e giurisdizionali previsti dalla legge. Per questo la Cgil propone la costituzione di un tavolo tecnico istituzionale che coinvolga Comune, AICA, Regione, Parco archeologico, Prefettura e rappresentanti dei residenti, con l'obiettivo di cercare soluzioni condivise e valutare singolarmente la posizione degli immobili interessati.
- Ripristinare immediatamente la fornitura di acqua potabile ai nuclei domestici;
- Distinguere gli immobili sanabili da quelli insanabili, senza sospendere servizi essenziali;
- Istituire un confronto tra enti per definire responsabilità e interventi tecnici.
La proposta sindacale punta sulla trasparenza delle decisioni e sulla necessità che il rispetto delle regole urbanistiche non si traduca nella privazione di un servizio fondamentale. Allo stesso tempo, la continuità della fornitura non deve essere interpretata come una legittimazione automatica di eventuali violazioni edilizie.
| Attore | Ruolo proposto |
|---|---|
| Comune di Agrigento | Coordinamento del tavolo e verifica anagrafe edifici |
| AICA | Verifica tecnica rete idrica e ripristino fornitura |
| Regione | Sostegno normativo e finanziario per soluzioni temporanee |
| Parco archeologico | Valutazione vincoli territoriali e compatibilità |
| Prefettura | Mediazione istituzionale e ordine pubblico |
La criticità di Maddalusa solleva questioni pratiche e giuridiche: da un lato la necessità di garantire l'accesso a un bene primario, dall'altro l'esigenza di applicare le norme urbanistiche. Il punto indicato dalla Cgil è che queste due esigenze non devono essere poste in alternativa, ma affrontate con procedure distinte e coordinate.
Per i residenti la mancanza di acqua potabile comporta disagi quotidiani, problemi igienico-sanitari e costi aggiuntivi. La richiesta del sindacato è quindi orientata a ottenere risposte rapide sul fronte operativo (ripristino dell'erogazione) e su quello amministrativo (istruttorie sugli immobili), con l'auspicio che il confronto tra enti conduca a soluzioni *temporanee* che non penalizzino persone e famiglie in attesa di accertamenti.
Resta ora da vedere se le istituzioni coinvolte accoglieranno la proposta del tavolo e in che tempi verranno messe in campo le misure tecniche necessarie per risolvere l'emergenza. Senza una presa in carico rapida, il disagio nella frazione rischia di protrarsi con impatti concreti sulla qualità della vita degli abitanti.