Consiglio comunale chiamato a decidere sul residuo della Fondazione
È destinata a infiammare le prossime sedute del Consiglio comunale di Agrigento la questione relativa alla chiusura della Fondazione Agrigento Capitale della Cultura 2025 e alla destinazione dei fondi residui. In base allo statuto della stessa Fondazione, le somme non utilizzate sarebbero infatti trasferite in favore del Comune soltanto dopo l'approvazione formale dello scioglimento.
La capogruppo di Controcorrente - Ismaele Presidente, Elvira Mangione, ha ribadito la necessità di portare subito in aula la proposta di scioglimento, sostenendo che ogni ulteriore rinvio comporti un «inutile spreco di risorse». Secondo quanto indicato dall'esponente di opposizione, il fondo residuo si aggirerebbe intorno ai 400.000 euro, mentre il protrarsi dell'attività dell'ente continuerebbe a generare costi di funzionamento.
"Lo scioglimento della Fondazione Agrigento Capitale della Cultura 2025 non può più essere rinviato"
Mangione ha inoltre richiamato l'attenzione su un effetto pratico del ritardo: la progressiva erosione del residuo per effetto delle spese correnti, «diverse decine di migliaia di euro» legate a personale e oneri di gestione, che potrebbero invece essere impiegate per interventi sul territorio.
Le possibili destinazioni: decoro, manifestazioni e sostegno alle associazioni
Il dibattito non riguarda soltanto lo scioglimento formale della Fondazione, ma anche la definizione delle priorità per l'impiego dei fondi una volta tornati nelle casse comunali. Tra le ipotesi indicate dalla consigliera ci sono interventi per il pulizia e decoro urbano, l'organizzazione di manifestazioni ed eventi, il sostegno alle associazioni culturali del territorio e la riqualificazione di spazi pubblici e aree verdi.
- Fondo residuo stimato: circa €400.000
- Punto all'ordine del giorno del Consiglio comunale dal 8 aprile 2026
- Costi correnti citati: "diverse decine di migliaia di euro" (personale e oneri di gestione)
| Voce | Informazione |
|---|---|
| Fondo residuo | Circa €400.000 |
| Ordine del giorno | Iscritto dal 8 aprile 2026 |
| Rischio | Spese di funzionamento che erodono il residuo |
La consigliera ha chiesto che il tema venga discusso «al prossimo Consiglio comunale, anche a costo di lavorare fino a tarda ora», sottolineando di aver già raccolto gli approfondimenti documentali richiesti in precedenza. Nel merito della discussione, però, non sono ancora state presentate proposte vincolanti sul piano politico-amministrativo che definiscano una destinazione condivisa delle somme.
Impatto locale e passaggi successivi
Per la cittadinanza agrigentina la decisione avrà ricadute concrete: si tratta di risorse che, se impiegate per interventi locali, possono sostenere azioni visibili nel breve periodo (pulizia, eventi estivi, recupero di aree pubbliche) oppure essere destinate a progetti più strutturali. Allo stesso tempo, il dibattito evidenzia un punto di attenzione sulla gestione post-evento della macchina amministrativa e sulle tempistiche di scioglimento degli enti nati per finalità temporanee.
Ora la palla passa all'aula consiliare: sarà il Consiglio comunale a dover deliberare formalmente lo scioglimento della Fondazione e a decidere la destinazione del residuo. L'esito della votazione e le eventuali mozioni di indirizzo che verranno presentate determineranno come verranno impiegati i fondi e quale priorità il Comune attribuirà alle diverse esigenze segnalate dai consiglieri.
Resta da verificare se l'urgenza richiamata dalla capogruppo troverà consenso trasversale tra le forze politiche in consiglio, o se il confronto porterà a proposte alternative sulla gestione del residuo finanziario.