Diagnosi e quadro clinico
All'ospedale di Pordenone è stato diagnosticato nei giorni scorsi un caso di hantavirus. Si tratta di un uomo di 30 anni, residente nella Valcellina, richiamato in reparto dopo aver manifestato febbre alta e dissenteria. Gli accertamenti della Struttura semplice dipartimentale di Malattie infettive hanno permesso di identificare il ceppo Dobrava-Belgrado.
Il paziente, inizialmente posto in isolamento precauzionale, è stato trasferito una volta esclusa la presenza del ceppo Andes — noto per la possibilità di trasmissione interumana — al reparto di Medicina d'urgenza dove prosegue la terapia e il monitoraggio.
Modalità di contagio e contesto locale
Dalle prime ricostruzioni il contagio sarebbe avvenuto durante un'attività lavorativa all'aperto: il 30enne svolge la professione di guardiacaccia e opera abitualmente nei boschi della zona. Non risultano viaggi all'estero nelle settimane precedenti, elemento che rafforza l'ipotesi di un'infezione avvenuta sul territorio provinciale.
- Il ceppo identificato: Dobrava-Belgrado (non associato a trasmissione interumana come il ceppo Andes).
- Luogo probabile del contagio: aree boschive della Valcellina.
- Presentazione clinica che ha portato al ricovero: febbre alta e dissenteria.
Che cos'è l'hantavirus e quali sono i rischi
Secondo le indicazioni del Ministero della Salute, le infezioni da hantavirus sono trasmesse all'uomo principalmente da roditori, attraverso il contatto con urine, feci o saliva contaminata. Le forme cliniche più note comprendono la febbre emorragica con sindrome renale (HFRS), prevalente in Europa e Asia, e la sindrome polmonare da hantavirus, descritta soprattutto in America.
Nella regione il caso richiama il precedente del 2021, quando il primo episodio rilevato in Friuli-Venezia Giulia riguardò un cittadino sloveno domiciliato a Cervignano. Le autorità sanitarie locali seguono pertanto il caso con attenzione per valutare eventuali ricadute epidemiologiche.
Indicazioni pratiche per la popolazione
Per gli abitanti della provincia — in particolare per chi lavora o trascorre tempo nelle aree boschive — valgono alcune precauzioni di prevenzione già note ma importanti da ribadire:
- evitare il contatto diretto con roditori selvatici e i loro nidi; pulire con cura eventuali superfici contaminate usando dispositivi di protezione;
- quando si lavora all'aperto, indossare guanti e mascherine se si manipolano materiali potenzialmente contaminati;
- in caso di febbre alta, sintomi respiratori o gastroenterici dopo attività nei boschi, rivolgersi prontamente alle strutture sanitarie locali indicando l'esposizione a roditori o ambienti a rischio.
| Elemento | Dato |
|---|---|
| Età paziente | 30 anni |
| Residenza | Valcellina |
| Ceppo identificato | Dobrava-Belgrado |
| Reparto | Medicina d'urgenza |
La diagnosi è stata formalizzata dalla Struttura di Malattie infettive diretta dal dott. Sergio Venturini. Al momento, considerata la natura del ceppo individuato, non è emersa l'evidenza di rischio di trasmissione da persona a persona; tuttavia le autorità sanitarie mantengono le indagini e la sorveglianza sul territorio.
Per ulteriori aggiornamenti le persone interessate dovrebbero seguire le comunicazioni ufficiali dell'Azienda sanitaria locale e rivolgersi ai servizi sanitari in caso di sintomi sospetti dopo esposizione in ambiente boschivo.