Indagine coordinata porta all'arresto e al recupero dei preziosi
Due donne residenti nella provincia di Pordenone sono rimaste vittime di una truffa messa in atto con la tecnica del falso incidente: un giovane ha telefonato sostenendo che un loro familiare fosse rimasto coinvolto in un sinistro e, chiedendo denaro e gioielli per risolvere la presunta emergenza, le ha convinte a consegnargli oro e oggetti preziosi.
Le vittime hanno immediatamente segnalato l'accaduto alle forze dell'ordine. L'attività investigativa, sviluppata con il contributo dei carabinieri e della polizia ferroviaria, ha permesso di ricostruire gli spostamenti del sospettato attraverso le immagini di videosorveglianza e una fotografia fornita dal tassista che lo aveva accompagnato. Questo lavoro ha portato all'individuazione del treno su cui il giovane viaggiava e al suo arresto a bordo del convoglio al momento dell'arrivo a Roma Termini.
Nello zaino del fermato sono stati rinvenuti circa 100 monili in oro e pietre preziose, per un peso complessivo vicino a 300 grammi. I preziosi sono stati successivamente riconosciuti dalle due donne come quelli sottratti loro. Il sospettato è stato trasferito nel carcere di Regina Coeli in attesa degli accertamenti del caso, compreso il possibile coinvolgimento in episodi analoghi in altre regioni.
Come è stata sventata un'ulteriore truffa
Nelle stesse 48 ore la polizia ferroviaria ha impedito anche un secondo raggiro ai danni di un'anziana dell'Alto Adige: in quel caso, grazie all'intervento di un altro viaggiatore che ha segnalato conversazioni sospette, l'ottantenne è stata tutelata e la truffa non è andata a buon fine.
- Modalità usata: simulazione di un incidente e richiesta urgente di denaro o preziosi;
- Percorso del sospettato: taxi fino alla stazione, poi treno diretto, individuato tramite videosorveglianza;
- Risultato operativo: arresto a Roma Termini e recupero dei gioielli riconosciuti dalle vittime.
| Voce | Dato |
|---|---|
| Monili recuperati | circa 100 |
| Peso complessivo | quasi 300 grammi |
Per i cittadini della provincia di Pordenone la vicenda mette in luce alcune indicazioni pratiche di prevenzione: diffidare di chiamate che evocano emergenze familiari con richiesta immediata di denaro o oggetti di valore, verificare direttamente con i presunti interessati tramite contatti noti e segnalare subito l'episodio alle forze dell'ordine. Conservare elementi utili alle indagini — come numeri di telefono, foto o dati del taxi — può rivelarsi determinante per il recupero dei beni e per l'individuazione dei responsabili.
Le autorità continuano gli accertamenti per chiarire eventuali collegamenti con altre truffe simili in Italia e invitano chiunque abbia informazioni a rivolgersi alle forze dell'ordine locali.