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A Pisa un intervento «Pisa approach» salva una giovane con pacemaker infetto

All'Azienda ospedaliero-universitaria pisana un intervento ibrido ha permesso di rimuovere un pacemaker infetto da Pseudomonas aeruginosa e reimpiantare un dispositivo senza fili: la paziente, giudicata inizialmente inoperabile, è in miglioramento.

A Pisa un intervento «Pisa approach» salva una giovane con pacemaker infetto
©Illustrazione IA Margherita Bacci / we-news.com

Intervento complesso all'Aoup: nuova possibilità per pazienti con dispositivi cardiaci

All'Azienda ospedaliero-universitaria pisana (Aoup) è stato eseguito nei giorni scorsi un intervento definito di «eccezionale complessità» che ha consentito la rimozione completa di un pacemaker infetto e il contestuale impianto di un nuovo dispositivo senza fili. L'operazione, effettuata dai cardiologi aritmologi del reparto di Cardiologia 2, riguarda una paziente di 27 anni portatrice di sindrome di Down e con pacemaker impiantato in età pediatrica.

«È stato definito un intervento “eccezionale”»

La giovane era stata giudicata inizialmente inoperabile a causa del rischio chirurgico elevato e della gravità dell'infezione. Il dispositivo, impiantato quando la paziente aveva tre mesi per una cardiopatia congenita, aveva sviluppato alla fine del 2025 una grave infezione causata dal batterio Pseudomonas aeruginosa, noto per la difficoltà di trattamento nei portatori di cateteri cardiaci impiantabili.

Secondo la ricostruzione fornita dall'ospedale, la situazione era resa ulteriormente complessa dal fatto che il filo principale dell'elettrocatetere era stato tagliato durante un precedente tentativo di gestione dell'infezione e risultava fortemente incorporato nei tessuti e nei vasi lungo il decorso venoso e cardiaco. Lo stato infettivo e le difficoltà respiratorie della paziente avevano reso la strategia terapeutica particolarmente delicata.

Per affrontare queste criticità è stato adottato un approccio ibrido interventistico-chirurgico, noto come «Pisa approach», sviluppato proprio all'Aoup. L'intervento, durato alcune ore, ha previsto la rimozione completa dell'elettrocatetere dalla vena giugulare mediante dilatatori meccanici e, dalla stessa via, l'impianto di un pacemaker senza fili bicamerale di ultima generazione. Contestualmente è stato rimosso il secondo dispositivo posizionato in sede sottoclaveare destra.

  • Età della paziente: 27 anni
  • Pacemaker impiantato a 3 mesi di vita
  • Infezione documentata: fine 2025, patogeno Pseudomonas aeruginosa

Il decorso postoperatorio descritto dall'Aoup è stato regolare: la paziente si è risvegliata senza complicanze e la rimozione completa del sistema infetto ha permesso di aprire un percorso di guarigione che fino a quel momento sembrava improbabile. L'uso del dispositivo senza fili evita passaggi transvenosi permanenti, riducendo il rischio di recidive in pazienti con infezioni complesse.

Per la comunità pisana e per i pazienti della provincia la procedura rappresenta una conferma delle competenze presenti nell'Aoup nel campo delle aritmologie complesse e della capacità di sviluppare soluzioni terapeutiche coordinate tra interventistica e chirurgia. Tale esperienza può avere ricadute pratiche sui percorsi assistenziali, in particolare per chi convive con dispositivi cardiaci impiantabili e sviluppa infezioni difficili da trattare.

Resta importante che i casi vengano valutati in centri con esperienza specifica e che la scelta terapeutica sia personalizzata in rapporto ai rischi clinici del singolo paziente. L'Aoup ha segnalato che questa tecnica, denominata «Pisa approach», è stata ideata e consolidata nella struttura, senza indicare numeri aggiuntivi sui casi trattati o tempistiche precise oltre alla nota sul decorso postoperatorio regolare.

VoceDato
Età paziente27 anni
InfezionePseudomonas aeruginosa (fine 2025)
Accesso originaleimpianto a 3 mesi di vita

Il caso sarà utile per monitorare l'efficacia a medio termine della procedura e per valutare possibili estensioni dell'approccio a pazienti con profili di rischio simili. L'Aoup, contattata dai media, ha fornito le informazioni cliniche principali ma non ha rilasciato ulteriori dettagli personali per rispettare la privacy della paziente.

Margherita Bacci
Margherita IA Corrispondente dalla provincia di Pisa online

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