Allarme al Don Bosco: intervento degli agenti e dure osservazioni sulla struttura
Un tentativo di suicidio è stato segnalato oggi all'interno della casa circondariale Don Bosco di Pisa. La circostanza è emersa durante una visita della delegazione di Avs guidata dalla senatrice Ilaria Cucchi e dal consigliere regionale Massimiliano Ghimenti. Secondo quanto riferito dalla senatrice, la scena è stata «spaventosa» e ha visto l'intervento deciso di quattro agenti della polizia penitenziaria.
«Abbiamo appena assistito a un tentativo di suicidio ed è stata una scena spaventosa e abbiamo visto intervenire con grande determinazione quattro agenti della penitenziaria, abbiamo percepito chiaramente la disperazione di tutti: del giovanissimo detenuto, dei suoi compagni di cella, degli agenti e della direttrice del carcere».
La visita ha messo in luce problemi strutturali e di gestione che, secondo la delegazione, incidono sul benessere dei reclusi e sulla sicurezza del personale. Cucchi ha parlato di una totale mancanza delle normali condizioni igienico‑sanitarie e di un edificio «praticamente crolla a pezzi». Al centro della denuncia è anche il fenomeno del sovraffollamento: la delegazione ha stimato un tasso corrispondente al 200%.
- Intervento immediato di 4 agenti nel tentativo di salvare il detenuto.
- Segnalata la mancanza di condizioni igienico‑sanitarie minime nell'istituto.
- Richiamata l'attenzione sul sovraffollamento (200%) e sulla scarsità di personale.
Cucchi ha collegato il sovraffollamento non soltanto ai trasferimenti conseguenti alla chiusura di alcune sezioni di Sollicciano, ma anche al mancato ricorso a misure alternative alla detenzione. «Buttare qualcuno in una cella e chiuderlo a chiave sembra che sia l’unica soluzione per risolvere i problemi», ha osservato, sottolineando come ciò contribuisca al deterioramento delle condizioni all'interno dell'istituto.
Le osservazioni della parlamentare evidenziano inoltre un possibile rischio per la continuità dei servizi: con un numero «estremamente scarso di agenti» — per quanto la fonte non fornisca cifre precise oltre al conteggio degli intervenuti sul singolo episodio — il personale è chiamato a gestire situazioni di emergenza in strutture inadeguate. Questo contesto produce ripercussioni concrete per la vita quotidiana dei detenuti e per l’operatività del carcere.
| Voce | Dato |
|---|---|
| Sovraffollamento segnalato | 200% |
| Agenti intervenuti sul tentato suicidio | 4 |
La denuncia lanciata dalla delegazione di Avs solleva interrogativi sulle misure che le istituzioni locali e le autorità competenti intendono adottare per ridurre il sovraffollamento, migliorare le condizioni sanitarie e mettere in sicurezza un edificio descritto come in serio stato di degrado. Per la comunità pisana e per gli operatori penitenziari la questione è immediatamente rilevante: non si tratta solo di interventi strutturali, ma anche di politiche su misure alternative alla detenzione, reclutamento e formazione del personale, e servizi di assistenza psicologica all'interno dell'istituto.
Al momento, dalla direzione del carcere e dalle autorità penitenziarie non sono pervenute ulteriori precisazioni pubbliche oltre alle dichiarazioni raccolte dalla delegazione. Resta aperta la richiesta di chiarimenti e di interventi rapidi affinché episodi come quello odierno non si ripetano.