La decisione su un possibile termovalorizzatore regionale è tornata al centro del confronto pubblico dopo che i sindaci di Tavullia e di Fano hanno manifestato apertamente la loro contrarietà. Il dibattito si intreccia con la prossima chiusura della discarica di Ca’ Asprete, nel territorio della provincia di Pesaro e Urbino, e con la necessità di garantire percorsi certi per il conferimento dei rifiuti.
Due sindaci, posizioni affini
Il primo cittadino di Tavullia ha richiamato la strategia del «Rifiuti Zero», sostenendo che l'incremento della raccolta differenziata possa ridurre la necessità di impianti di incenerimento. Analogamente il sindaco di Fano, pur appartenendo alla stessa coalizione politica che a livello regionale è favorevole all'opera, ha espresso riserve applicando di fatto una posizione locale contrario al progetto nel proprio territorio.
“Sì all’impianto, ma non qui”
La critica descrive una dinamica ormai nota: pur riconoscendo la necessità di soluzioni per chiudere il ciclo dei rifiuti e diminuire la dipendenza da altre regioni, amministrazioni locali adottano la linea del rifiuto preventivo dell'ubicazione sul proprio territorio.
Numeri e urgenza per la provincia
La questione ha ricadute pratiche. Tra le ragioni che spingono verso una soluzione regionale vi è la prossima interruzione dell'attività di Ca’ Asprete: senza alternative individuate, lo smaltimento dei rifiuti della provincia rischia di essere trasferito altrove. Dati recenti ISTAT/ISPRA citati nel dibattito indicano i flussi 2024 per le Marche:
| Tipologia | Tonnellate (2024) |
|---|---|
| Discarica fuori regione | 5.141 |
| Incenerimento | 10.473 |
| Rifiuto organico trasferito | ~83.000 |
Questi numeri mostrano come già oggi una parte significativa dei rifiuti venga trattata fuori regione, in particolare materia organica verso l'Emilia-Romagna. Realizzare un impianto nella Marche, secondo i sostenitori, servirebbe a ridurre questi spostamenti e a gestire localmente la frazione non riciclabile residua.
Tempi, procedure e richiesta di trasparenza
Al di là delle prese di posizione, resta aperta la questione tecnica: non è ancora costituita l'ATA unica che dovrebbe guidare l'individuazione del sito, e i tempi per progettazione e realizzazione di un termovalorizzatore sono lunghi. Per questo motivo chi guida il dibattito regionale chiede che il percorso sia trasparente, basato su criteri tecnici e condiviso con i territori, evitando scelte decise dall'alto senza il coinvolgimento delle comunità interessate.
- Impatto immediato: necessità di soluzioni per la chiusura della discarica di Ca’ Asprete.
- Conflitto politico: sindaci locali esprimono contrarietà nonostante la maggioranza regionale sostenga l'opera.
- Periodo decisionale: la costituzione dell'ATA e la trasparenza del processo saranno determinanti.
Per i cittadini della provincia la questione non è astratta: riguarda dove finiranno i rifiuti nei prossimi anni, eventuali ricadute ambientali e infrastrutturali, e la gestione dei servizi pubblici locali. Il confronto fra amministrazioni comunali, Regione e soggetti tecnici sarà decisivo per definire tempi e modalità di una scelta che, per sua natura, avrà effetti duraturi sul territorio.