Confronto sul rincaro e sulle responsabilità
La decisione che porta a un +4,1% sulla tariffa Tari per i cittadini di Pesaro è al centro di un acceso dibattito politico. L'opposizione, rappresentata in aula da Dario Andreolli della Lega, ha attribuito all'amministrazione locale responsabilità politiche e gestionali per il peggioramento della qualità del servizio e per la situazione economica che grava sulle famiglie.
Secondo Andreolli, il rincaro non può essere letto soltanto come effetto del metodo tariffario nazionale: «Il Comune non può usare questa circostanza come un alibi per nascondere anni di errori politici e gestionali», ha dichiarato. L'esponente della Lega ha inoltre evidenziato come, nell'ultimo quinquennio, la raccolta differenziata sia rimasta ferma al 67%, mentre la percezione pubblica del servizio sarebbe peggiorata tra segnalazioni di strade sporche, cestini pieni e degrado nelle aree verdi.
«I cittadini pagano ogni anno una Tari sempre più alta, ma la qualità del servizio a Pesaro continua a peggiorare. È evidente che qualcosa non funziona e che il Comune non esercita un controllo efficace sul gestore.»
Critiche sul cambio di gestione e sulla strategia industriale
Un altro elemento contestato riguarda il trasferimento della gestione della Tari da Marche Multiservizi ad Aspes. Andreolli ha parlato di un'operazione affrontata con superficialità, che starebbe causando disagi ai cittadini: errori negli avvisi di pagamento, anomalie negli importi, difficoltà nei versamenti e lunghe attese agli sportelli sono i problemi segnalati.
- Rincaro tariffario: +4,1%;
- Raccolta differenziata stabile al 67% negli ultimi 5 anni;
- Critiche su trasferimento di servizio da Marche Multiservizi ad Aspes.
Il nodo, secondo l'opposizione, è la mancanza di una visione industriale per i servizi di gestione dei rifiuti. Andreolli ha sostenuto che, negli anni, all'interno di Marche Multiservizi si sarebbe privilegiata la distribuzione di utili ai soci piuttosto che il reinvestimento in nuovi impianti, innovazione tecnologica e autosufficienza del ciclo dei rifiuti. Questa scelta politica, ha detto, sarebbe alla base delle tariffe maggiorate che oggi ricadono su cittadini e imprese.
Conseguenze pratiche per i residenti
Per le famiglie pesaresi l'aumento rappresenta un peso aggiuntivo, in un quadro in cui contestualmente si segnalano carenze nella pulizia delle strade e criticità nella gestione operativa. Le difficoltà operative legate al cambio di gestore — come anomali avvisi di pagamento o code agli sportelli — rischiano di accentuare il disagio, aumentando la percezione di inefficienza e la frustrante esperienza quotidiana per chi si occupa di pagare e segnalare problemi.
Al momento il Comune non ha rilasciato nella fonte alcuna replica formale alle accuse illustrate dall'opposizione. Resta quindi aperto il confronto politico, con la prospettiva che la discussione sulle responsabilità e sulle soluzioni pratiche per migliorare il servizio continui nelle sedi istituzionali e nella vita quotidiana della città.
| Voce | Valore riportato |
|---|---|
| Aumento Tari | +4,1% |
| Raccolta differenziata | 67% (ferma da 5 anni) |
Il tema rimane di stretta attualità per Pesaro: oltre agli aspetti politici, i prossimi passi concreti da osservare saranno eventuali interventi dell'amministrazione per migliorare il controllo sul gestore, la gestione dei pagamenti e le eventuali iniziative per recuperare margini da reinvestire negli impianti. Per i cittadini, l'esito di questo confronto determinerà non solo il costo finale della Tari, ma anche la qualità del servizio su strada e nei parchi pubblici.