Repliche e numeri al centro della polemica su Tennacola Spa
Il confronto politico sulla gestione di Tennacola Spa è tornato nelle ultime ore al centro del dibattito a Porto Sant'Elpidio e in provincia di Fermo. A intervenire è stato Giorgio Marcotulli, capogruppo di Fratelli d'Italia in consiglio comunale e vicepresidente della Provincia, che ha contestato le critiche avanzate dal Partito Democratico sul servizio e sulle scelte dell'azienda.
Secondo Marcotulli la critica dell'opposizione non terrebbe conto dei dati oggettivi. A sostegno della tesi del centrodestra sono portati diversi elementi numerici: la gestione avrebbe limitato l'aumento tariffario al 5,8% (contro una ipotetica possibilità fino all'11%), la rinuncia a circa 400.000 euro di oneri fiscali e finanziari per non riversare costi su famiglie e imprese, e un incremento degli investimenti da 4,5 a oltre 15 milioni di euro.
«Mi sembra l'ennesimo tentativo di fare polemica senza tenere conto della realtà. Quando mancano argomenti per criticare l'azione amministrativa del centrodestra si ricorre agli slogan, ma sulla gestione di Tennacola parlano i numeri, gli investimenti e le opere realizzate»
Nel suo intervento Marcotulli ha inoltre sottolineato l'attività di intercettazione di finanziamenti: circa 20 milioni ottenuti dal PNRR, destinati in parte a progetti di digitalizzazione della rete idrica. Tra gli obiettivi indicati figura la sostituzione di oltre il 40% dei contatori con dispositivi intelligenti, finalizzata a individuare perdite, ridurre gli sprechi e migliorare il servizio agli utenti.
- Tariffe: aumento contenuto al 5,8% secondo l'amministrazione.
- Oneri: rinuncia a circa 400.000 euro per alleggerire le bollette.
- Investimenti: incremento da 4,5 a oltre 15 milioni di euro; circa 20 milioni di fondi PNRR intercettati.
- Infrastrutture: piano per sostituire oltre il 40% dei contatori e digitalizzare la rete.
Non sono mancati riferimenti a spese strutturali: il progetto della nuova sede è stato descritto come messo in sicurezza con un appalto "chiavi in mano" da 8,4 milioni di euro, e la scelta di acquistare un immobile a Loro Piceno è stata motivata come trasformazione di una spesa ricorrente in un patrimonio societario.
Impatto locale e questioni ancora aperte
Le dichiarazioni della maggioranza puntano a offrire una lettura amministrativa orientata a contenere gli aumenti per le utenze e a rafforzare gli investimenti infrastrutturali. Per gli utenti della provincia le voci principali da monitorare restano dunque:
- l'effettiva entità dell'aumento tariffario sulle bollette;
- la tempistica e l'efficacia degli interventi di digitalizzazione e di sostituzione dei contatori;
- la trasparenza sui costi complessivi relativi a nuova sede e rinnovo del parco mezzi.
Da parte dell'opposizione non sono mancati attacchi sulla gestione e sulle scelte societarie; la replica del vicepresidente provinciale punta invece a ribaltare il focus sulle cifre e sui progetti già avviati. Sarà ora utile che i documenti contabili e i piani di investimento vengano resi accessibili per consentire un confronto pubblico basato sui dati.
| Dato | Valore |
|---|---|
| Aumento tariffario indicato | 5,8% (vs 11% possibile) |
| Oneri fiscali/finanziari rinunciati | ~400.000 € |
| Investimenti | da 4,5 a oltre 15 milioni € |
| Fondi PNRR intercettati | ~20 milioni € |
| Contatori da sostituire | oltre il 40% |
| Contratto nuova sede | 8,4 milioni € (chiavi in mano) |
Per i cittadini della provincia la vicenda resta rilevante: la governance di un'azienda che gestisce servizi idrici condiziona tariffe e qualità del servizio. Le prossime settimane potrebbero vedere richieste di chiarimenti ufficiali da parte del consiglio comunale e dell'opposizione, con la possibilità che vengano chieste audizioni o la pubblicazione di documenti di bilancio e piani operativi.