La Polizia di Stato, su disposizione della Procura della Repubblica di Trieste, ha eseguito un intervento mirato contro un gruppo di messaggistica ritenuto destinatario e diffusore di materiali illeciti collegati all'Esame di Stato 2026. L'operazione, condotta dal Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica del Friuli Venezia Giulia con il supporto della Sezione Operativa per la Sicurezza Cibernetica di Messina, si è conclusa con l'oscuramento del gruppo e il deferimento in stato di libertà di una giovane di 22 anni residente nella provincia di Messina, sulla base degli elementi raccolti dagli investigatori.
Come è stata individuata la rete
Gli agenti hanno intensificato il monitoraggio delle piattaforme online nelle settimane che hanno preceduto l'inizio delle prove scritte. Due giorni prima dell'avvio delle verifiche, è stato individuato un gruppo denominato "Maturità 2026", organizzato in sezioni dedicate ai diversi indirizzi scolastici e frequentato da circa 2.750 iscritti. All'interno di questi spazi venivano scambiati documenti e indicazioni che, secondo le verifiche, includevano anche soluzioni riconducibili alla seconda prova d'esame.
Accertamenti e misura adottata
Attraverso approfondimenti tecnici gli investigatori sono risaliti al profilo che aveva ruolo di amministratore del gruppo, collegandolo a un'utenza telefonica formalmente intestata a un giovane del Messinese. La Procura ha disposto una perquisizione coordinata tra le strutture per la sicurezza informatica regionale e locali. L'attività ha permesso di documentare la raccolta e la sistemazione delle soluzioni da parte di chi gestiva il canale, motivo per cui è stato disposto l'inibizione del gruppo per impedirne l'ulteriore utilizzo.
Conseguenze processuali e quadro normativo
La giovane è stata deferita per la presunta violazione dell'articolo 2, comma 2, della legge 19 aprile 1925, n. 475. Il procedimento è ancora nella fase delle indagini preliminari; le forze dell'ordine e la Procura continuano ad approfondire responsabilità e modalità di condivisione dei materiali per valutare eventuali ulteriori sviluppi.
- Chi: Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica FVG; Sezione Operativa di Messina; Procura di Trieste.
- Cosa: oscuramento di un gruppo social e denuncia di una 22enne per presunta diffusione di soluzioni d'esame.
- Perché: condivisione e organizzazione di materiali ritenuti utili per affrontare la seconda prova della Maturità 2026.
Per gli studenti e le scuole della provincia di Trieste la vicenda solleva interrogativi pratici e di garanzia dell'equità delle prove: le autorità giudiziarie e di pubblica sicurezza ribadiscono il monitoraggio delle piattaforme digitali soprattutto in periodi sensibili come lo svolgimento degli esami, al fine di tutelare la regolarità delle procedure e la validità degli esiti.
| Elemento | Dato |
|---|---|
| Iscritti al gruppo | circa 2.750 |
| Età della denunciata | 22 anni |
| Fasi successive | Indagini preliminari in corso |
Le scuole, gli studenti e le famiglie che avessero dubbi o informazioni utili sono incoraggiati a rivolgersi alle autorità competenti. L'indagine, al momento, è concentrata sull'individuazione dei canali di diffusione e sulle responsabilità gestionali; non sono state comunicate ulteriori misure cautelari oltre l'inibizione del gruppo e il deferimento della presunta amministratrice.