La posizione dei sindacati sul futuro dell'azienda di trasporto
Le principali organizzazioni sindacali del settore trasporti hanno preso posizione con fermezza sulla discussione che si è aperta in alcuni Comuni della provincia di Genova circa la possibilità di rivolgersi al mercato per l’affidamento del servizio di trasporto pubblico locale. In una nota congiunta, Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Faisa Cisal chiedono che la questione venga affrontata nell’ambito delle istituzioni competenti e con l’obiettivo prioritario di tutelare l’azienda Amt e il servizio ai cittadini.
I sindacati ricordano come la scelta di ricorrere al mercato non sia una decisione che singole amministrazioni possono adottare autonomamente: il passaggio, spiegano, prevederebbe prima la revisione dell’attuale affidamento in house da parte della Città Metropolitana di Genova e poi l’indizione di una gara pubblica. Per queste ragioni essi si dichiarano contrari a soluzioni affrettate che possano mettere a rischio la tenuta del servizio.
"Leggiamo con grande preoccupazione le posizioni espresse da alcuni Comuni della provincia di Genova, che minacciano di rivolgersi al mercato per l’erogazione del servizio di trasporto pubblico locale."
La critica sindacale non si limita al metodo procedurale: le organizzazioni ribadiscono che il trasporto pubblico non può essere trattato come una merce e sottolineano la necessità di salvaguardare la continuità del servizio. Allo stesso tempo riconoscono che Amt non opera in condizioni normali, richiamando responsabilità pluridecennali che includono scelte degli enti locali relative all’estensione del servizio senza adeguate coperture finanziarie.
Impatto per gli utenti e per i Comuni
Secondo i sindacati, l'obiettivo prioritario deve essere duplice: da un lato garantire la sopravvivenza di Amt come strumento pubblico di mobilità, dall'altro lavorare per un servizio efficiente e adeguato ai bisogni dei cittadini, eventualmente aumentando l'offerta e i chilometri serviti. Si apre quindi un confronto politico-amministrativo su come conciliare esigenze di bilancio con il diritto alla mobilità.
- Richiesta sindacale: sostenere il percorso di risanamento di Amt e evitare soluzioni basate sul mercato.
- Procedura formale: eventuale gara solo dopo revoca dell'affidamento in house da parte della Città Metropolitana.
- Preoccupazione: evitare tagli al servizio e preservare il trasporto pubblico come bene comune.
Chi decide e quali passi serviranno
La vicenda rimette al centro il ruolo della Città Metropolitana e delle amministrazioni locali nella governance del servizio. Se alcuni Comuni esprimono la volontà di esplorare soluzioni di mercato, la strada amministrativa per farlo è complessa e passerebbe per atti formali che coinvolgono enti sovracomunali. I sindacati chiedono quindi un confronto coordinato e misure che consentano ad Amt di proseguire l’attività senza interruzioni.
| Attore | Posizione |
|---|---|
| Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal | Contrari al ricorso al mercato; chiedono risanamento pubblico di Amt |
| Alcuni Comuni della provincia | Hanno manifestato apertura a valutare il ricorso al mercato |
| Città Metropolitana di Genova | Ente competente per eventuale messa in discussione dell'affidamento in house |
Per gli utenti della provincia la posta in gioco è concreta: cambi di gestione, gare e riorganizzazioni possono tradursi in modifiche di orari, percorsi o frequenze, oltre che in incertezze occupazionali per il personale. I sindacati chiamano quindi le istituzioni a privilegiare soluzioni che tutelino il servizio pubblico e il lavoro.
Nei prossimi giorni è atteso un approfondimento politico-amministrativo sul tema; sul tavolo ci saranno proposte tecniche per il risanamento e richieste di garanzie per evitare discontinuità. L’equilibrio tra sostenibilità economica dell’azienda e diritto alla mobilità dei cittadini resterà il nodo centrale del confronto.