Petizione e presidi: la mobilitazione si trasferisce alle istituzioni
Si è conclusa ufficialmente a Genova, con la presentazione pubblica presso i Giardini Luzzati, la raccolta firme promossa dalla rete di realtà antifasciste cittadine che chiedono la chiusura delle sedi riconducibili a movimenti neofascisti e la non concessione di spazi pubblici e privati a formazioni di questa area. Avviata il 6 aprile, la petizione ha raggiunto oltre 10mila firme e sarà consegnata alle istituzioni in due presidi previsti a settembre.
La campagna è stata promossa da un ampio schieramento di associazioni e forze politiche locali, tra cui Anpi, Cgil, Arci, Partito Comunista Italiano, Partito Comunista dei Lavoratori, Sinistra Anticapitalista, Partito della Rifondazione Comunista, Potere al Popolo! e numerosi altri soggetti della società civile genovese. I promotori sottolineano l'applicazione della XII Disposizione transitoria e finale della Costituzione e delle leggi Scelba e Mancino come quadro normativo di riferimento.
"Vorremmo che si facesse un atto amministrativo in cui si chieda di non dare spazi pubblici e anche privati a eventuali manifestazioni. Non significa soltanto dirlo a parole: bisogna cercare di avere un atto formale in cui ci si impegni a non dare spazi"
La portavoce citata durante la presentazione ha evidenziato la necessità di un impegno formale degli enti locali sul tema dell'assegnazione degli spazi. I promotori hanno annunciato che le firme saranno consegnate alla sindaca, al presidente del Consiglio comunale e alla prefetta di Genova nel corso di due presidi separati davanti al Comune e alla Prefettura.
La mobilitazione ha registrato adesioni diffuse: secondo quanto riferito dagli organizzatori, sono state coinvolte quasi 150 realtà tra associazioni e gruppi politici, e la sottoscrizione ha riguardato cittadini incontrati in piazza, nei mercati e durante iniziative pubbliche. Tra i firmatari figura anche il partigiano "Giotto" Giordano Bruschi, indicato nella nota come centunenne tra gli aderenti.
Per gli abitanti della città la campagna si traduce in una richiesta formale agli enti locali: non solo un appello civico ma la domanda che venga adottato un atto amministrativo in grado di limitare l'uso di spazi per iniziative riconducibili a formazioni che, secondo i promotori, rientrano nelle soglie previste dalle normative vigenti. La consegna delle firme rappresenterà il passaggio operativo successivo e determinerà la risposta delle istituzioni locali.
Gli sviluppi attesi sono dunque due: da un lato l'esame politico e istituzionale della richiesta formulata dalla rete; dall'altro la possibilità che Comune e Prefettura assumano provvedimenti concreti sulla gestione degli spazi pubblici e sulle autorizzazioni per iniziative nei luoghi della città.
- Iniziativa: petizione lanciata il 6 aprile
- Raccolta firme: oltre 10mila firme
- Soggetti promotori: circa 150 realtà associative e politiche
- Prossimo passo: due presidi a settembre per la consegna delle firme
| Elemento | Dato |
|---|---|
| Data di avvio | 6 aprile |
| Luogo presentazione | Giardini Luzzati |
| Firme raccolte | Oltre 10mila |
| Realtà coinvolte | Quasi 150 |
| Consegna firme | Settembre (Comune e Prefettura) |
La consegna formale delle firme sarà un banco di prova per le istituzioni locali e per la capacità della società civile genovese di tradurre mobilitazione in provvedimenti amministrativi. Resta aperto il confronto su quali strumenti esatti possano essere adottati nel rispetto delle norme costituzionali e delle leggi che disciplinano la materia.