Durissima presa di posizione dopo il Palio di luglio
La discussione sulla gestione delle mosse in Piazza del Campo torna ad animare il dibattito senese. A riaccendere la controversia è stato Salvatore Ladu, noto come Cianchino, che in un intervento radiofonico ha attaccato senza mezzi termini l'operato del mossiere Renato Bircolotti e ha chiamato in causa le istituzioni cittadine per la mancata assunzione di iniziative dopo quanto avvenuto lo scorso luglio.
Le parole di Cianchino non si limitano a una critica tecnica: mettono in discussione la capacità delle autorità competenti di «salvaguardare questa festa», espressione che sintetizza una lettura politica e culturale del ruolo della mossa, percepito come elemento centrale nella tutela dell'integrità del Palio e della sua regolarità.
Le accuse e la proposta di candidatura
Nel corso dell'intervista con Siena Tv l'ex fantino ha definito il quadro attuale “schifoso” e «insopportabile», contestando sia la condotta del mossiere in particolare sia la mancanza di azione da parte del Sindaco e degli organi di controllo. Nella stessa dichiarazione, Cianchino ha però completato la polemica con una proposta pratica: la disponibilità a candidarsi, qualora venisse bandito un concorso per il ruolo.
«Non vedo un mossiere all’altezza di salvaguardare questa festa. Mi meraviglio che il Sindaco non abbia preso provvedimenti dopo il Palio di luglio: quello che si è visto è stato schifoso, siamo arrivati a un livello insopportabile»
Rivolgendosi alla platea cittadina e agli organi decisionali, l'ex fantino ha ricordato di aver già manifestato in passato la propria disponibilità e ha sollevato la questione della legittimità di nominare tra i mossieri persone con esperienza diretta in Piazza, citando esempi di ex fantini che hanno ricoperto il ruolo.
Implicazioni per la governance della Festa
Il confronto proposto da Cianchino tocca due punti sensibili per la città: da un lato la competenza tecnica richiesta per dirigere la mossa; dall'altro l’opportunità e i criteri con cui vengono selezionati i responsabili. Per gli abitanti di Siena, la questione non è solo sportiva ma riguarda la tutela della tradizione, la sicurezza dei cavalieri e il rispetto delle regole che garantiscono la regolarità delle corse.
La richiesta di un bando pubblico, evocata dall’ex fantino come condizione per la sua eventuale candidatura, apre un tema di trasparenza amministrativa: chi decide, con quali criteri e con quali garanzie può essere chiamato a dirigere uno degli eventi culturali più rilevanti della città?
Reazioni potenziali e prossimi passaggi
Al momento non risultano prese di posizione ufficiali del Comune né repliche pubbliche da parte di Bircolotti. La pressione mediatica e le sollecitazioni delle Contrade potrebbero però accelerare il confronto istituzionale: un bando o chiarimenti formali sull'incarico e sui criteri di nomina sarebbero i passi attesi dalla cittadinanza per ricondurre la questione a regole condivise.
- Oggetto della polemica: gestione della mossa del Palio e ruolo del mossiere
- Protagonista delle dichiarazioni: Salvatore “Cianchino” Ladu
- Richiesta avanzata: bando pubblico e/o provvedimenti del Sindaco
| Elemento | Dettaglio |
|---|---|
| Mossiere citato | Renato Bircolotti |
| Intervistato | Salvatore “Cianchino” Ladu |
| Media | Siena Tv (dichiarazioni riportate da Radio Siena Tv) |
La polemica rinnova il confronto sul futuro della gestione tecnica del Palio: i prossimi giorni diranno se la discussione resterà confinata alle parole o se si apriranno procedure formali che coinvolgano Comune, Magistratura delle Contrade e le realtà interessate della città.