La CGIL ha proclamato uno sciopero regionale di 8 ore dell'industria toscana, con un corteo previsto a Firenze, per sollevare il tema della crisi della manifattura che interessa anche la provincia di Pisa. L'allarme sindacale, presentato alla Camera del Lavoro di Pisa da Fiom Cgil Toscana, Filctem Cgil Pisa e Cgil Pisa, mette in evidenza numeri e vertenze che preoccupano lavoratori e imprese locali.
Criticità e numeri
Secondo la CGIL la filiera della moda ha registrato 400 esuberi negli ultimi due anni, con ulteriori 800 posti di lavoro a rischio. Nel 2025 le ore di cassa integrazione in provincia di Pisa hanno superato le 6 milioni, con un incremento del 152,6% rispetto a due anni prima. Più del 90% delle ore di cassa integrazione è concentrato nell'industria.
"Il settore sciopera per rivendicare una politica industriale che continua a mancare"
La protesta mette in rilievo la richiesta di provvedimenti pubblici e investimenti mirati, oltre che di strumenti di indirizzo statale per settori considerati strategici.
Settori e vertenze locali
Lo sciopero coinvolge in provincia di Pisa molte componenti della manifattura: metalmeccanica, cuoio, pelle e calzatura, ma anche comparti collegati come i servizi essenziali, l'energia, i rifiuti, lo stampaggio della plastica e l'industria del vetro. Inoltre la mobilitazione si inserisce in un quadro con specifiche vertenze aperte:
- contratti di solidarietà alla Dumarey e alla Piaggio;
- 67 esuberi annunciati alla Takeda;
- criticità diffuse nella filiera del comprensorio del Cuoio.
Richieste dei sindacati
Nel corso della presentazione Daniele Calosi, segretario regionale Fiom-Cgil, ha sottolineato come non bastino gli ammortizzatori sociali: la richiesta è per una politica industriale che favorisca investimenti e reinvestimenti dei profitti aziendali, e per strumenti pubblici di indirizzo - citando anche l'ipotesi della "golden share" in settori strategici come la siderurgia.
Impatto pratico per i territori
Per i residenti della provincia le ricadute sono concrete: perdita di lavoro, maggiore ricorso agli ammortizzatori sociali e pressione sui servizi locali. La mobilitazione partirà anche dal territorio pisano, con pullman organizzati da Pontedera e da San Miniato per partecipare alla manifestazione di Firenze. Per le imprese si tratta di un segnale che può tradursi in ulteriori difficoltà di gestione degli organici e nella necessità di confronti urgenti tra parti sociali e istituzioni.
| Voce | Dato |
|---|---|
| Esuberi filiera moda (ultimi 2 anni) | 400 |
| Posti a rischio nella filiera moda | 800 |
| Ore di cassa integrazione 2025 (prov. Pisa) | 6.000.000+ |
| Aumento ore CIG in 2 anni | 152,6% |
| Esuberi annunciati (Takeda) | 67 |
La CGIL richiede che la protesta serva a mettere al centro del dibattito pubblico la necessità di una strategia industriale regionale e nazionale, capace di sostenere riconversioni produttive, investimenti e la tutela dell'occupazione. Sul piano locale le parti sociali sollecitano un rapido confronto con istituzioni e imprese per definire misure di sostegno e percorsi che possano limitare ulteriori perdite di posti di lavoro.
La mobilitazione di giovedì assume quindi anche una funzione di termometro: misura la tensione sociale nel comparto produttivo pisano e la richiesta di risposte concrete da parte di chi governa l'economia regionale.