Scattano domani in tutta Italia i saldi estivi e, alla vigilia della stagione degli sconti, arriva da Rimini un richiamo che va oltre il calendario. Il presidente di Confcommercio della provincia, Giammaria Zanzini, mette in fila numeri e priorità: la spesa attesa a livello nazionale e, soprattutto, l’erosione del tessuto commerciale locale registrata nell’ultimo decennio.
I numeri tra consumi e imprese
Secondo le stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio, la spesa media per nucleo familiare in occasione dei saldi estivi è di 201 euro, pari a circa 91 euro a persona, per un valore complessivo che raggiunge i 3,2 miliardi di euro. Una fotografia utile per comprendere la portata del fenomeno, ma che, per l’associazione riminese, non basta a spiegare le difficoltà del settore.
Nella provincia di Rimini, il quadro delineato da Confcommercio mostra un ridimensionamento significativo del comparto, in particolare del dettaglio. Dal 2012 al 2025 il commercio al dettaglio e all’ingrosso avrebbe perso 1.776 imprese. Nel periodo considerato sono aumentate le realtà con titolare straniero (+189), mentre sono diminuite quelle con titolare italiano (-1.965). Il commercio al dettaglio è passato da 5.397 a 4.729 attività, con un saldo negativo di 668 unità.
| Indicatore | Valore |
|---|---|
| Spesa media per famiglia | 201 euro |
| Spesa pro capite | 91 euro |
| Valore complessivo saldi | 3,2 miliardi di euro |
| Imprese commercio (2012–2025) | -1.776 |
| Imprese straniere (variazione 2012–2025) | +189 |
| Imprese italiane (variazione 2012–2025) | -1.965 |
| Attività dettaglio (da 5.397 a 4.729) | -668 |
L’appello: oltre le date, servono regole e visione urbana
Zanzini invita a non fermarsi alla discussione sulla collocazione temporale degli sconti, tema che ogni estate ritorna per via della vicinanza con l’inizio della stagione turistica. Il presidente provinciale evidenzia un cambiamento profondo del commercio e la necessità di condizioni eque tra operatori, con attenzione alla qualità dello spazio urbano e al ruolo dei negozi di quartiere come presidio di comunità, sicurezza e attrattività.
«Il commercio sta attraversando una trasformazione profonda e ridurre tutto alla data dei saldi significa semplificare una crisi che ha radici ben più lontane. Le imprese chiedono condizioni di mercato corrette, regole uguali per tutti e una visione degli spazi urbani che valorizzi il commercio di prossimità»
Nell’analisi di Confcommercio pesa anche la proliferazione di consigli superficiali rivolti agli esercenti, che non tengono conto della complessità del settore e di un contesto competitivo che spazia dall’online alla grande distribuzione, fino alle criticità del costo della vita e dei servizi nei centri storici e turistici.
«Negli ultimi mesi assistiamo al proliferare di influencer ed esperti dell’ultima ora che propongono ricette semplici per problemi complessi [...] Il commercio non si governa con gli slogan dei moderni pifferai magici. Servono competenza, rappresentanza e confronto ai tavoli istituzionali»
Impatto locale: cosa significa per i centri della provincia
La riduzione delle attività di dettaglio non è solo una questione economica: ridisegna vie e piazze, modifica la fruizione dei servizi di prossimità, incide sulla vivibilità quotidiana in città e nei comuni dell’entroterra. A Rimini, Riccione, Cattolica, Bellaria-Igea Marina e nelle realtà marignanesi e morcianesi, le serrande che restano abbassate possono tradursi in minore presidio sociale, minori opportunità di lavoro qualificato e un’offerta commerciale meno varia per residenti e visitatori.
Per territori a forte vocazione turistica, la vitalità delle vie dello shopping influenza anche l’immagine complessiva della destinazione: qualità dell’accoglienza, sicurezza percepita, esperienza d’acquisto. In questo quadro, Confcommercio sollecita una regia che unisca pianificazione urbana, mobilità, gestione dei flussi e promozione, con strumenti stabili e coordinati tra Comuni, associazioni di categoria e operatori.
Saldi: opportunità per famiglie e negozi
Gli sconti rappresentano una boccata d’ossigeno per il commercio di vicinato, specie in un anno complesso: la spinta alla domanda può aiutare le piccole attività a smaltire i magazzini di stagione e a consolidare la relazione con la clientela locale. D’altra parte, per le famiglie della provincia, i saldi sono l’occasione per programmare acquisti di capi e calzature contenendo la spesa.
Con un tessuto commerciale che cambia, l’associazione di categoria ribadisce la necessità di regole chiare e omogenee, politiche urbane che favoriscano l’accessibilità ai centri e una promozione che valorizzi l’identità dei quartieri commerciali. L’obiettivo è duplice: rendere competitivi gli esercizi sul piano dei costi e dell’innovazione, e mantenere viva la funzione sociale che i negozi svolgono nei rioni.
Consigli utili per gli acquisti
In vista dell’avvio degli sconti, alcuni accorgimenti pratici possono aiutare a tutelare il consumatore e a supportare i negozi di prossimità:
- Confrontare i prezzi e conservare sempre lo scontrino per eventuali cambi.
- Verificare le etichette e le indicazioni sulla composizione dei capi e sulle condizioni di vendita esposte in negozio.
- Preferire acquisti consapevoli, privilegiando la qualità dei prodotti e l’assistenza post-vendita dei punti vendita di zona.
La richiesta di una cabina di regia
Il messaggio che arriva da Confcommercio Rimini, nel giorno che precede gli sconti, è netto: non basta discutere di date. Servono misure concrete per garantire parità competitiva tra canali, incentivi alla rigenerazione degli spazi commerciali, investimenti in sicurezza e decoro urbano, oltre a una promozione integrata dei centri cittadini. In gioco c’è la tenuta di centinaia di attività che, al netto dei numeri, rappresentano servizio, lavoro e presidio per la comunità provinciale.