La provincia di Rimini si conferma fanalino di coda in Emilia-Romagna per valore medio dell'imponibile, secondo lo studio dell'Osservatorio Ires per la Cgil sui dati delle dichiarazioni dei redditi 2025, riferite all'anno d'imposta 2024. Nel suo insieme la regione mantiene posizioni di rilievo a livello nazionale, ma il territorio riminese non riesce a recuperare terreno rispetto agli altri capoluoghi.
Dati chiave e disparità
I numeri messi in luce dall'analisi mostrano una forbice evidente: l'imponibile medio provinciale si attesta su 22.480 euro, mentre il comune di Rimini, tra i principali centri urbani della regione, registra un imponibile medio di 23.331 euro. La provincia risulta inoltre caratterizzata da una quota elevata di contribuenti senza imponibile, pari al 5,4%, contro una media regionale del 4,3%.
- Imponibile medio provincia di Rimini: 22.480 €
- Imponibile medio comune di Rimini: 23.331 €
- Contribuenti a reddito zero: 5,4% (Emilia-Romagna 4,3%)
Lo studio evidenzia anche una concentrazione significativa di redditi molto bassi: oltre 37 contribuenti su 100 nella provincia dichiarano redditi inferiori a 15.000 euro, circa il 10% in più rispetto alla media regionale. Parallelamente, la quota di persone con redditi intermedi (tra 15.000 e 55.000 euro) è più bassa rispetto alla media dell'Emilia-Romagna: 57,3% contro 65,4%.
Redditi da lavoro e pensioni
Il confronto per tipologia mostra come la provincia sia ultima anche nelle due grandi voci della dichiarazione: il reddito medio da lavoro dipendente è pari a 21.059 euro, mentre il reddito medio da pensione si attesta a 20.195 euro. Queste cifre sottolineano la debolezza delle entrate sia per chi è attivo nel mercato del lavoro sia per i pensionati.
| Voce | Valore (€/anno) |
|---|---|
| Imponibile medio provincia | 22.480 |
| Imponibile medio capoluogo (Rimini) | 23.331 |
| Reddito medio da lavoro dipendente | 21.059 |
| Reddito medio da pensione | 20.195 |
Dove la situazione è più critica
Il disagio economico non è limitato alla costa: nella classifica regionale dei centri con l'imponibile medio più basso compaiono cinque piccoli comuni della provincia di Rimini: Montecopiolo, San Leo, Gemmano, Sassofeltrio e Casteldelci. Il dato conferma come l'entroterra presenti fenomeni di fragilità ancora più marcati rispetto alle aree costiere.
Fattori all'origine del divario
Secondo l'analisi, la struttura economica del territorio è una chiave di lettura. La forte vocazione turistica del riminese implica una quota elevata di occupazione stagionale e una presenza di lavoro dipendente inferiore alla media regionale. Inoltre, i settori che trainano l'economia locale — servizi, commercio al dettaglio e turismo — sono quelli in cui, statisticamente, è più diffuso il fenomeno dell'evasione fiscale. Questi elementi contribuiscono a comprimere i valori medi delle dichiarazioni dei redditi.
Per i residenti si traduce in una più alta incidenza di redditi modesti e di famiglie che possono avere bisogno di interventi mirati sul fronte del lavoro stabile, delle tutele sociali e delle politiche di contrasto alla sommersione economica.
Implicazioni per il territorio
Il quadro disegnato dall'Ires solleva interrogativi concreti per le amministrazioni locali e il tessuto produttivo: come favorire percorsi di lavoro meno stagionali, quali strumenti adottare per sostenere i redditi bassi e come intervenire contro l'economia sommersa. Le differenze con il resto della regione indicano che le politiche regionali e locali dovranno tenere conto delle specificità del riminese se vorranno ridurre il divario.
La fotografia ufficiale delle dichiarazioni 2025 sarà uno strumento di lavoro per sindacati, istituzioni e operatori economici nella definizione di misure che possano incidere sulle condizioni di vita e di lavoro della provincia.