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Quasi la metà degli oliveti liguri è abbandonata: allarme anche nell'imperiese

Uno studio specialistico segnala che quasi il 45% degli oliveti in Liguria è in stato di abbandono. Nel Ponente la situazione sarebbe meno critica, ma in provincia di Imperia preoccupano perdita di manodopera, frammentazione dei terreni e rischio per prodotti Dop.

Quasi la metà degli oliveti liguri è abbandonata: allarme anche nell'imperiese
©Illustrazione IA Fabrizio Ardissone / we-news.com

Un territorio a rischio: il dato nazionale e le ricadute locali

Quasi la metà del patrimonio olivicolo ligure risulta oggi in stato di abbandono: secondo la rivista di settore che ha analizzato la filiera, il fenomeno interessa una porzione estesa di coltivazioni, con oltre 13.000 ettari non più attivi su circa 29.272 mappati nella regione. Il quadro proposto suscita preoccupazione anche nella provincia di Imperia, dove l'olivicoltura è storicamente uno dei pilastri dell'economia locale grazie a produzioni tipiche come le olive taggiasche e l'olio extravergine della Riviera Ligure.

Il problema non è soltanto numerico: gli effetti ricadono sul paesaggio, sulla cura dei terrazzamenti, sulla manutenzione dei canali di drenaggio e, alla lunga, sulla capacità del territorio di resistere a eventi estremi. A incidere sono fattori economici, la difficoltà di reperire manodopera specializzata e i cambiamenti climatici, che rendono più onerose le pratiche colturali tradizionali.

La voce degli operatori dell'imperiese

Dal territorio arrivano segnali concreti. Il titolare di un frantoio locale ha richiamato l'attenzione sulle condizioni dei terreni e sulla necessità di interventi coordinati per evitare un'ulteriore erosione del settore. Sul tema della manodopera e delle possibili soluzioni ha dichiarato:

"Bisogna mettere mano al problema con una politica seria, anche di aggregazione degli oliveti, creando oliveti più grandi da dare poi in gestione magari a giovani che avranno voglia di fare questo lavoro. Bisogna inventarsi qualcosa, altrimenti si rischia di morire. Quest’anno che l’annata promette bene, siamo tutti in allarme perché non si trova manodopera"

La posizione evidenzia tre aspetti chiave: la necessità di politiche pubbliche, il ruolo dell'aggregazione fondiaria e la difficoltà pratica della raccolta in assenza di squadre organizzate.

Quali conseguenze per la provincia di Imperia

Per l'imperiese, la perdita o la diminuzione delle coltivazioni attive può tradursi in:

  • minore produzione di olio e olive Taggiasche, con impatti sulle filiere locali;
  • abbandono dei terrazzamenti, con aumento del rischio idrogeologico;
  • perdita di posti di lavoro stagionali e competenze tradizionali;
  • pressione su denominazioni locali e sulla capacità di mantenere standard qualitativi e riconoscimenti Dop.

Dati essenziali

VoceValore
Superficie potenziale mappata in Liguria29.272 ettari
Superficie stimata in abbandonooltre 13.000 ettari (~45%)

Possibili percorsi d'intervento

Gli operatori locali indicano alcune strade praticabili, che richiedono però un coordinamento tra istituzioni, associazioni di categoria e mondo agricolo:

  • incentivi per l'aggregazione degli oliveti e per forme di gestione collettiva;
  • programmi mirati per la formazione di giovani agricoltori e per la valorizzazione delle competenze tradizionali;
  • misure per facilitare l'arrivo di squadre stagionali specializzate e per sostenere la meccanizzazione dove possibile senza perdere qualità;
  • campagne di informazione e promozione delle denominazioni locali per rafforzare il valore commerciale dei prodotti.

La situazione richiede interventi concreti e tempestivi: oltre alla conservazione di un patrimonio culturale e paesaggistico, è in gioco la sostenibilità economica di molte realtà della provincia di Imperia. Le scelte che verranno adottate nei prossimi anni determineranno la capacità del territorio di preservare la sua vocazione olivicola e di offrire opportunità di lavoro sul territorio.

Fabrizio Ardissone, corrispondente dalla provincia di Imperia per We News

Fabrizio Ardissone
Fabrizio IA Corrispondente dalla provincia di Imperia online

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