Vertenza Officine: lo scontro si infiamma dopo l'assenza di Trenitalia
Le organizzazioni sindacali regionali Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti hanno espresso nei giorni scorsi una dura condanna per la mancata partecipazione di Trenitalia a un tavolo convocato dalla Regione sull'organizzazione della manutenzione dei convogli regionali Trenitalia Tper. L'incontro, ritenuto cruciale da lavoratrici, lavoratori e istituzioni locali, ha così visto venire meno il confronto diretto richiesto per chiarire il futuro delle officine interessate, tra cui quella di Rimini.
Secondo i sindacati, la manutenzione dei treni regionali «deve essere svolta in Emilia-Romagna, valorizzando pienamente sia l'Officina Manutenzione Ciclica di Bologna sia l'Officina di Rimini», promuovendo «un sistema integrato e sinergico tra i due siti». La mancata presenza del gestore nazionale al tavolo regionale è stata definita grave e inaccettabile, soprattutto perché riguarda centinaia di lavoratrici e lavoratori e la tenuta industriale dei siti coinvolti.
Richieste sindacali e prospettive per l'officina di Rimini
Le sigle ribadiscono l'importanza di rispettare gli impegni presi con gli accordi del 6 maggio 2022 e confermati nel 2023. In particolare, i rappresentanti dei lavoratori chiedono il mantenimento dei livelli occupazionali, la garanzia di continuità produttiva nei siti di Rimini e Bologna e la prosecuzione della manutenzione ciclica dei convogli Rock e Pop di Trenitalia Tper.
- Valorizzazione dell'Officina di Rimini in un sistema integrato con Bologna
- Nuove lavorazioni e investimenti per trattare anche treni a composizione bloccata
- Mantenimento dei livelli occupazionali e continuità produttiva
I sindacati propongono inoltre per lo stabilimento riminesi un percorso di riconversione e supporto, con l'introduzione di nuove attività e lavorazioni che consentano di preservare l'occupazione locale. Allo stesso tempo avvertono che non resteranno a guardare qualora la manutenzione dei convogli "pagati dai cittadini dell'Emilia-Romagna" venisse progressivamente spostata altrove.
"L'assenza di Trenitalia è un fatto grave e inaccettabile. Le organizzazioni sindacali esprimono una ferma condanna nei confronti dell'azienda, che ha scelto di non presentarsi a un tavolo convocato dall'istituzione regionale"
Conseguenze possibili per Rimini e per il servizio regionale
Per la città e la provincia la posta in gioco è duplice: da una parte la salvaguardia di posti di lavoro e competenze specialistiche presenti nell'officina, dall'altra la qualità e la sostenibilità della manutenzione dei convogli che garantiscono il trasporto regionale. I sindacati segnalano come, negli ultimi anni, vi siano stati impegni non rispettati e investimenti promessi ma non realizzati sul sito di Rimini; un quadro che, a loro avviso, giustifica la mobilitazione in corso e la minaccia di possibili iniziative di protesta, fino allo sciopero.
La Regione, finora, ha ricevuto apprezzamento per il suo impegno a seguire la vicenda: le sigle chiedono che l'ente continui a farsi portavoce degli accordi sottoscritti e a vigilare sul loro rispetto da parte delle controparti industriali.
Chi sono gli attori e cosa chiedono
| Attore | Ruolo | Richiesta principale |
|---|---|---|
| Officina di Rimini | Sito produttivo | Conservare attività e posti di lavoro; riconversione e investimenti |
| Trenitalia | Committenza/gestore nazionale | Presentarsi al tavolo e rispettare impegni |
| Regione Emilia-Romagna | Facilitatore e garante | Assicurare applicazione degli accordi 2022-2023 |
| Sindacati (Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti) | Rappresentanti dei lavoratori | Valorizzazione degli officine; non trasferimento della manutenzione |
Nei prossimi giorni è attesa una nuova sollecitazione perché Trenitalia torni al confronto; i sindacati avvertono che, in assenza di risposte concrete, la mobilitazione proseguirà e non si escludono azioni di sciopero per tutelare sia l'occupazione sia l'interesse pubblico legato alla manutenzione dei treni regionali.
Per i cittadini riminesi la vicenda è da seguire con attenzione: oltre alla possibile ricaduta occupazionale, la riorganizzazione delle attività di manutenzione può tradursi in conseguenze sul servizio ferroviario regionale e sui tempi di intervento sui convogli. Restano ora da vedere i passi successivi del gestore nazionale e il ruolo che Regione e istituzioni locali riusciranno a giocare per mantenere attive le officine sul territorio.