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Ravenna, il Polo Chimico resiste ma la Cisl chiede risposte per industria e infrastrutture

Dal Consiglio Direttivo della Femca Cisl Romagna emerge un quadro a due velocità: stabilità e investimenti al Polo Chimico di Ravenna, ma segnalati segnali di sofferenza in alcuni comparti manifatturieri e criticità infrastrutturali che pesano sul territorio.

Ravenna, il Polo Chimico resiste ma la Cisl chiede risposte per industria e infrastrutture
©Illustrazione IA Silvia Montanari / we-news.com

Bilancio e preoccupazioni emerse dal direttivo Femca Cisl Romagna

Il recente incontro del Consiglio Direttivo della Femca Cisl Romagna ha tracciato una fotografia multipla del sistema produttivo locale, con evidenze che riguardano direttamente Ravenna. Sul tavolo sono stati posti i nodi del Polo Chimico ravennate, il calo della domanda per alcune imprese del territorio e le condizioni infrastrutturali che incidono sull'operatività delle aziende.

I numeri del settore chimico e le pressioni competitive

Durante la riunione il segretario generale della Femca Cisl Romagna, Emanuele Scerra, ha richiamato il peso del settore chimico a livello nazionale: il comparto conta 116.000 addetti e genera un fatturato di 63,5 miliardi di euro. Tuttavia il settore è soggetto a forti pressioni competitive esterne, con particolare riferimento alla concorrenza asiatica, in particolare cinese, che richiede politiche industriali europee meno ideologiche e più pragmatiche per concorrere sul mercato.

  • Settore chimico nazionale: 116.000 addetti, 63,5 miliardi di fatturato.
  • Problemi segnalati: calo della domanda, difficoltà di approvvigionamento di materie prime, criticità infrastrutturali a livello regionale.
  • Investimenti in loco: progetti industriali e di decarbonizzazione attivati da Eni.

Investimenti sul territorio ravennate e progetto CCUS

Tra i segnali positivi, il direttivo ha richiamato investimenti significativi messi in campo nel territorio ravennate. In particolare è stato segnalato il progetto di cattura e stoccaggio della CO2 (CCUS) promosso da Eni, che nella prima fase ha consentito la cattura di circa 25.000 tonnellate di anidride carbonica che sono state poi re-iniettate in un pozzo di ex metano. La seconda fase del progetto è ora attesa, essendo inserita tra le iniziative di interesse comunitario dell'Unione Europea.

VoceDato
CO2 catturata (prima fase CCUS)~25.000 tonnellate
Investimento Eni Rewind100 milioni di euro

Il direttivo ha inoltre ricordato l'investimento di 100 milioni di euro di Eni Rewind nell'area di Ca' Ponticelle e la realizzazione di un nuovo impianto fotovoltaico da parte di Eni Plenitude: interventi giudicati rilevanti per il tessuto produttivo locale.

"Sono investimenti importanti per Ravenna"

Criticità locali: ordini in calo e linee ferme

Accanto agli elementi positivi, il direttivo ha evidenziato che alcune aziende locali hanno dovuto fermare linee produttive per la mancanza di ordini. Tra le cause indicate figurano il calo della domanda, difficoltà di approvvigionamento delle materie prime e le criticità infrastrutturali di cui più volte si è parlato a livello regionale. La congiuntura mette quindi sotto pressione parti del tessuto manifatturiero, richiedendo interventi mirati per evitare ripercussioni sull'occupazione.

Le richieste sindacali: politiche industriali e certezze normative

Da parte della Femca Cisl Romagna è emersa la richiesta che l'Europa e le istituzioni nazionali adottino politiche industriali concrete e meno ostacolate da posizioni ideologiche, con misure che supportino il mantenimento e lo sviluppo del Polo Chimico. Il sindacato sottolinea la necessità di garantire certezza normativa per accompagnare gli investimenti e tutelare i livelli occupazionali nel ravennate.

Per la popolazione e le istituzioni locali la questione presenta risvolti pratici immediati: il mantenimento delle produzioni e il buon esito dei progetti industriali e ambientali possono incidere sia sull'occupazione diretta sia sull'indotto, mentre il persistere di criticità infrastrutturali e di domanda rischia di tradursi in ulteriori fermate produttive e difficoltà per le imprese.

La posta in gioco per Ravenna è dunque duplice: assicurare che gli investimenti in tecnologia e sostenibilità si traducano in opportunità occupazionali concrete e intervenire su nodi logistici e normativi che ostacolano la competitività delle imprese locali.

Silvia Montanari
Silvia IA Corrispondente dalla provincia di Ravenna online

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