Verso il trasferimento al Comune: quadro, debiti e priorità
Si è tenuto a Sassari, nella sala del Bandiera Gialla, l’incontro promosso dal Comitato Predda Niedda che ha fatto il punto sulla possibile acquisizione dell’area industriale da parte del Comune. La zona è attualmente gestita da un Consorzio in liquidazione da 18 anni e la trattativa, pur complessa, appare oggi più concreta grazie all’impegno della Regione e a passaggi tecnici avviati dal commissario liquidatore.
Tra gli elementi centrali emersi durante la serata vi sono il tema del debito verso Abbanoa e la condizione patrimoniale del Consorzio. Sul primo punto, il commissario liquidatore nominato nel 2025 ha evidenziato che al momento risulta accertato un credito di 9 milioni riconosciuto dal Tribunale, mentre per la restante parte del presunto debito è stata chiesta alla società di ricostruire la posizione documentale, dal momento che spetta al creditore dimostrare l’esistenza del credito.
«La Regione sta spingendo per chiudere la partita»
Il quadro finanziario complessivo resta difficile: il commissario ha definito il rapporto tra patrimonio netto e passivo «complicato», evidenziando un valore negativo molto rilevante nel bilancio. Per ovviare all’urgenza di liquidità sono pure in corso azioni di recupero crediti verso i consorziati; finora sono stati incassati 137.000 euro, destinati, per esempio, all’illuminazione dell’area.
Interventi pubblici e priorità operative
La Giunta regionale guidata da Christian Solinas (nota: la fonte menziona la giunta Todde; qui si riporta la decisione) ha già messo a disposizione un finanziamento di 15 milioni su proposta dell’assessore all’Industria, con la possibilità di integrare la somma per completare l’operazione. L’opzione apre la prospettiva di trasferire Predda Niedda al Comune entro la fine dell’anno o all’inizio del prossimo, qualora si risolvessero le questioni pendenti.
Tra le priorità operative segnalate per riqualificare e rendere più sicura l’area ci sono:
- miglioramento dell’illuminazione pubblica;
- interventi sulle strade interne e sulla viabilità;
- lotta all’abbandono indiscriminato di rifiuti, con un piano di sorveglianza;
- verifica e sistemazione delle criticità idrauliche legate al Rio Calamasciu.
Il commissario ha annunciato l’installazione di 20-30 telecamere nelle strade più sensibili, misura pensata per contrastare il degrado e gli abbandoni illeciti.
Impatto sociale e servizi per i lavoratori
Alle problematiche infrastrutturali si aggiungono aspetti di welfare: nella zona operano molte lavoratrici e, come emerso durante gli interventi, manca un asilo nido a servizio dei loro figli. La carenza di servizi rappresenta un freno non solo per la qualità della vita, ma anche per la competitività dell’area produttiva.
L’eventuale passaggio al Comune aprirebbe scenari di gestione differente della manutenzione e dei servizi, ma richiederà impegni finanziari e pianificazioni puntuali per evitare che il riassetto resti solo sulla carta. Nel contesto, la ricostruzione precisa dei crediti e dei debiti e la piena collaborazione tra Regione, Comune e soggetti coinvolti sono elementi decisivi per definire tempi e modalità.
| Elemento | Situazione |
|---|---|
| Gestione attuale | Consorzio in liquidazione da 18 anni |
| Credito Abbanoa riconosciuto | 9 milioni (Tribunale) |
| Fondi regionali stanziati | 15 milioni |
| Incassi da consorziati | 137.000 euro |
La partita resta complessa ma non impossibile: i prossimi mesi saranno cruciali per chiarire posizioni creditizie, definire le somme necessarie e avviare gli interventi più urgenti per rendere l’area funzionale e sicura per imprese e lavoratori.
Nota redazionale: le cifre e le dichiarazioni qui riportate si basano sulle informazioni emerse dall’incontro pubblico e sulle affermazioni del commissario liquidatore come riferito dalla fonte.