Traffici in ripresa e volumi in aumento sullo scalo ravennate
Il Porto di Ravenna archivia la prima metà del 2026 con un quadro in crescita, sostenuto da un incremento a doppia cifra a giugno. Secondo i dati consolidati relativi a maggio e le prime stime per il mese successivo, lo scalo conferma il proprio ruolo strategico per l’economia locale e regionale, con segnali positivi diffusi su più segmenti merceologici.
Nel mese di maggio la movimentazione complessiva ha raggiunto 2.451.885 tonnellate, in aumento del 3,4% rispetto allo stesso mese del 2025. Guardando ai primi cinque mesi dell’anno, i volumi totali toccano 11.718.941 tonnellate, pari a un +5,3% rispetto al 2025, con quasi 587 mila tonnellate in più.
La composizione dei traffici: spinta dai liquidi, bene ro-ro e container
La crescita interessa sia le merci secche sia i prodotti liquidi. Nel dettaglio, le merci secche (rinfuse solide, merci varie e unitizzate) arrivano a 9.278.463 tonnellate, segnando un +2,0% sui primi cinque mesi del 2025. All’interno di questo perimetro, le unitizzate in container totalizzano 1.058.976 tonnellate (+1,7%), mentre le merci su rotabili (ro-ro) si attestano a 692.198 tonnellate (+5,4%).
I prodotti liquidi mostrano il passo più dinamico, con 2.440.478 tonnellate movimentate e una variazione positiva del 19,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un segnale che testimonia il rafforzamento dei flussi legati a chimica, energia e approvvigionamenti industriali, settori che hanno storicamente in Ravenna un importante punto d’appoggio logistico.
| Segmento | Volumi (t) | Variazione vs 2025 |
|---|---|---|
| Totale (gen–mag 2026) | 11.718.941 | +5,3% |
| Merci secche | 9.278.463 | +2,0% |
| Container (unitizzate) | 1.058.976 | +1,7% |
| Rotabili (ro-ro) | 692.198 | +5,4% |
| Prodotti liquidi | 2.440.478 | +19,8% |
Giugno sopra le attese e semestre in progresso
Le stime per giugno 2026 indicano una movimentazione complessiva di oltre 2,4 milioni di tonnellate, con un avanzamento di più di 230 mila tonnellate sul giugno 2025, pari a un +10,6%. Sommando il primo semestre, i volumi gennaio–giugno 2026 raggiungono circa 14,1 milioni di tonnellate, con un aumento del 6,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Questi numeri consolidano l’andamento positivo registrato dall’inizio dell’anno e contribuiscono a rafforzare la resilienza del sistema portuale ravennate in un contesto ancora segnato da incertezze nelle catene di fornitura globali. La diversificazione delle tipologie di merce trattate rappresenta un elemento di stabilità, attenuando gli effetti di eventuali oscillazioni su singole filiere.
Impatto locale: logistica, servizi e programmazione
Per le aziende della provincia, dalle realtà manifatturiere alla chimica, fino all’agroindustria e ai servizi di trasporto, l’andamento dei traffici si traduce in maggiore continuità operativa e in prospettive più chiare per la programmazione dei carichi. In particolare:
- Il progresso delle rinfuse liquide sostiene gli approvvigionamenti energetici e chimici del territorio.
- La crescita del segmento ro-ro favorisce flussi più rapidi di semirimorchi e merci su gomma, con impatto sulla logistica di corto e medio raggio.
- Il comparto container, pur con un incremento più contenuto, riflette la tenuta delle esportazioni e delle importazioni di prodotti finiti e semilavorati.
Per la comunità locale, il consolidamento dei volumi significa anche opportunità occupazionali indirette nei servizi portuali, nella movimentazione a terra e nelle attività connesse. Rimane fondamentale l’attenzione alla qualità dei collegamenti retroportuali e all’efficienza delle operazioni, elementi che incidono sulla competitività complessiva dello scalo.
Prospettive
Con un semestre alle spalle in territorio positivo e un giugno in forte crescita, il Porto di Ravenna si presenta in una fase di slancio. Il monitoraggio dell’evoluzione dei diversi comparti merceologici sarà determinante per confermare il trend anche nella seconda metà dell’anno. La fotografia corrente restituisce un porto attivo su più fronti, in grado di sostenere le esigenze del tessuto produttivo romagnolo.