Il primo passo verso un impianto modulare alla Comina
Il Comune di Pordenone ha compiuto un passo formale verso la realizzazione di un nuovo stadio: è stato ultimato lo studio di fattibilità che individua come area idonea la zona della Comina, tra via Barcis, la regionale 251 e la provinciale 7 di Aviano. L'iter illustrato in municipio dal sindaco e dagli assessori non definisce tempi né costi ma avvia il percorso tecnico-amministrativo necessario a valutare fattibilità urbanistica, viabilità e modelli di gestione.
La progettazione, elaborata con il supporto dell'architetto Rinaldi e dei professionisti incaricati, mette al centro un concetto di flessibilità: la capienza dell'impianto è pensata per essere modulare e adattabile alle esigenze sportive e di evento, con tre scenari ipotizzati.
| Opzione | Capienza prevista |
|---|---|
| Base | 1.500 posti |
| Intermedia | 5.000 posti |
| Massima | 12.000 posti |
Finalità e ricadute pratiche
Il progetto non è pensato solo per il calcio: l'impianto sarà predisposto per ospitare anche il rugby e manifestazioni ed eventi. Questa scelta risponde a un obiettivo dichiarato dall'amministrazione: rendere la struttura attrattiva anche per partner privati interessati a compartecipare agli investimenti, riducendo così l'onere esclusivo del bilancio comunale.
- Localizzazione: area della Comina (via Barcis, regionale 251, provinciale 7 di Aviano).
- Funzione: calcio, rugby ed eventi.
- Capacità modulare: 1.500, 5.000 e 12.000 posti.
Alla presentazione nella sala giunta erano presenti, oltre al sindaco Alessandro Basso e all'assessore allo sport Elena Ceolin, il vicesindaco Mara Piccin, gli assessori Lidia Diomede e Mattia Tirelli, il deputato Emanuele Loperfido e i tecnici che hanno seguito il lavoro. Anche il presidente del Pordenone Fc, Gian Paolo Zanotel, era presente come rappresentante della componente sportiva cittadina.
Viabilità, tempi e sostenibilità finanziaria
Secondo quanto illustrato, lo studio ha valutato la collocazione sotto vari profili, con particolare attenzione alla viabilità e ai flussi attesi nelle giornate di evento. Rimangono ancora aperti i nodi più delicati: i costi complessivi, la tempistica di realizzazione e il modello di finanziamento. Il sindaco ha definito le fasi future come non imminenti, invitando alla cautela nella programmazione.
«Sarà necessario prevedere tempi lunghi»
Parole che rimarcano l'idea di un progetto da costruire per fasi e non in un'unica soluzione. Il riferimento alla modularità funziona anche sul piano sportivo: la capienza minima consente alla città di disporre di un impianto operativo anche se il Pordenone Fc non tornasse immediatamente a competere nei campionati maggiori, mentre le opzioni superiori sono legate all'eventuale crescita sportiva della squadra.
Impatto per i residenti della Comina e della città
La scelta dell'area alla Comina solleva questioni concrete per i cittadini: mobilità locale nelle giornate di evento, parcheggi, gestione dei rumori e integrazione dell'infrastruttura con il tessuto urbano. Saranno necessari ulteriori approfondimenti ambientali e piani di mitigazione per gli aspetti di circolazione e compatibilità territoriale. Sul fronte economico, la possibilità di attrarre eventi e partner privati è vista dall'amministrazione come elemento fondamentale per contenere la spesa pubblica e generare ricadute per l'economia locale.
Nei prossimi mesi l'amministrazione comunale dovrà tradurre lo studio di fattibilità in una serie di atti tecnici e di pianificazione che prevedano analisi di impatto, ipotesi di finanziamento e una tempistica dettagliata delle fasi progettuali. Per ora resta la fotografia di un progetto al primo stadio: un'idea definita nelle linee generali ma ancora lunga da percorrere prima di diventare cantiere e poi impianto funzionante.