Provvedimenti della Questura dopo gli scontri sugli spalti
La Questura della provincia di Pordenone ha emesso tre provvedimenti di Divieto di accesso alle manifestazioni sportive (Daspo) a carico di altrettante persone ritenute responsabili di una rissa scoppiata al termine di una partita del campionato Under 15 disputata a Sacile il 17 maggio.
L'adozione delle misure è stata ufficializzata dal questore Colasanto a seguito dell'attività istruttoria coordinata dalla Digos e dalla Questura, che ha analizzato immagini e filmati, raccolto testimonianze e approfondito gli elementi investigativi necessari per ricostruire la vicenda.
Secondo quanto emerge dalla ricostruzione, una lite tra giovani calciatori in campo ha innescato tensioni sulle tribune. Alcuni adulti presenti avrebbero assunto atteggiamenti aggressivi, con conseguente degenerazione della situazione.
Nel dettaglio, due spettatori — un uomo di 22 anni e un altro di 45 anni di origini kosovare, quest'ultimo padre di uno dei ragazzi in campo — avrebbero inseguito un terzo soggetto fino alla recinzione dell'impianto. In tale frangente sono state rivolte minacce e messi in atto comportamenti intimidatori, tra cui spinte e strattonamenti.
Durante gli scontri, il quarantaquattrenne poi intervenuto avrebbe ulteriormente alimentato la colluttazione. Inoltre, è stato segnalato l'utilizzo di una bottiglia di vetro come mezzo di intimidazione da parte del 45enne di origini kosovare, circostanza che ha aggravato la pericolosità dell'episodio.
Strumenti investigativi e finalità dei Daspo
Le indagini svolte dalla Digos si sono basate su:
- analisi di immagini e filmati raccolti in loco;
- acquisizione di testimonianze di spettatori e di persone coinvolte;
- verifiche e approfondimenti investigativi sull'identità dei partecipanti.
Il materiale raccolto ha permesso di individuare i responsabili e di fornire elementi utili sia all'Autorità Giudiziaria sia per l'adozione delle misure di prevenzione previste dall'ordinamento a tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica.
I Daspo, come misura amministrativa, mirano a preservare la sicurezza negli impianti sportivi e a impedire il ripetersi di episodi violenti che possano mettere a rischio la pubblica incolumità, soprattutto in occasione di eventi che coinvolgono minori.
Conseguenze sul territorio e indicazioni per le società sportive
Per le società sportive locali e per le famiglie dei giovani atleti, l'episodio rappresenta un segnale di allarme. La presenza di adulti che degenerano in comportamenti violenti può compromettere l'attività educativa e sportiva dei ragazzi e richiede un maggiore impegno nella sorveglianza e nella gestione degli spalti.
Le autorità competenti ribadiscono l'importanza di collaborare con le Forze dell'Ordine per segnalare tempestivamente fatti simili e mettere a disposizione eventuali immagini o testimonianze utili alle indagini. Inoltre, per le società sportive è raccomandata la predisposizione di regole di comportamento chiare e di punti di riferimento per la gestione delle tensioni durante e dopo le partite.
| Età | Ruolo | Misura |
|---|---|---|
| 22 | Spettatore | Daspo |
| 45 | Spettatore (di origini kosovare), padre di un calciatore | Daspo |
| 44 | Intervenuto nella colluttazione | Daspo |
La predisposizione di provvedimenti amministrativi come il Daspo evidenzia l'impegno delle istituzioni locali nel contrasto alla violenza negli ambienti sportivi, con attenzione particolare agli eventi che coinvolgono minorenni.
Resta ora da valutare l'eventuale evoluzione dell'iter giudiziario a seguito degli elementi acquisiti e del materiale documentale trasmesso all'Autorità Giudiziaria.