Allarme demografico ed economico in provincia di Rovigo
La provincia di Rovigo registra il peggior dato del Veneto per perdita di popolazione giovane: secondo le organizzazioni sindacali provinciali di CGIL, CISL e UIL nel corso dell'ultimo decennio i residenti nella fascia d'età 15-34 anni sono diminuiti del 9,7%, corrispondenti a 4.310 persone. Nel medesimo periodo il Veneto, complessivamente, ha invece fatto registrare un aumento di 13.370 giovani, pari a un +1,4%.
Per i sindacati si tratta di «una vera e propria emergenza che riguarda la sopravvivenza stessa del nostro territorio», con ricadute che toccano la struttura produttiva, i servizi locali e la tenuta dei piccoli comuni polesani.
«Senza giovani aumentano l’invecchiamento della popolazione, le difficoltà delle imprese nel reperire personale, viene meno il ricambio generazionale e i piccoli Comuni continuano a spopolarsi, alimentando un circolo vizioso che va spezzato con urgenza»
La denuncia è accompagnata da un pacchetto di priorità già delineate nei documenti condivisi con le associazioni datoriali: gli ambiti ritenuti strategici comprendono investimenti in infrastrutture materiali e immateriali, politiche attive del lavoro, formazione coerente con le esigenze del territorio e interventi abitativi e di welfare che rendano il Polesine più attrattivo per i giovani.
- Lavoro e imprese: favorire insediamenti capaci di creare occupazione di qualità e contrastare il lavoro povero;
- Formazione e competenze: allineare l'offerta formativa alle esigenze produttive locali per facilitare il ricambio generazionale;
- Servizi e infrastrutture: migliorare trasporti e servizi sanitari per rendere il territorio più vivibile;
- Politiche abitative: incentivare soluzioni abitative che permettano ai giovani di stabilirsi nel Polesine;
- Sostenibilità ambientale: sostenere la nascita di filiere produttive coerenti con le vocazioni locali.
I rappresentanti di CGIL, CISL e UIL ricordano che molte delle richieste erano già contenute in un documento firmato con Confindustria Veneto Est nel marzo 2024 e ribadite nel protocollo condiviso con tutte le associazioni datoriali nel dicembre scorso. La critica rivolta alle istituzioni è quella di una mancata accelerazione nell'attuazione di misure concrete.
Conseguenze pratiche per il territorio
Il calo dei giovani impatta direttamente su diverse variabili locali: l'invecchiamento demografico mette pressione sui servizi socio-sanitari; le imprese segnalano difficoltà di reperimento del personale con competenze adeguate; e i Comuni più piccoli vedono ridurre la propria base residente, con effetti su scuole, commercio e amministrazione locale. Per i sindacati, servono interventi coordinati e risorse mirate per invertire la tendenza.
| Voce | Variazione decennale |
|---|---|
| Provincia di Rovigo (15-34 anni) | -9,7% (−4.310 residenti) |
| Veneto complessivo (15-34 anni) | +1,4% (+13.370 residenti) |
Le richieste delle sigle sindacali puntano quindi su un mix di politiche: stimolo alla domanda di lavoro qualificato, potenziamento delle infrastrutture digitali e fisiche, incentivi per l'insediamento di attività produttive coerenti con il tessuto locale e misure abitative che consentano ai giovani di costruire un progetto di vita nel Polesine.
Resta aperta la risposta delle istituzioni locali e regionali: nei prossimi mesi sarà decisivo tradurre le linee programmatiche in provvedimenti e finanziamenti che possano arrestare l'emorragia demografica e favorire il rilancio socio-economico della provincia.