La denuncia dei consiglieri: Arezzo esclusa dalla ripartizione governativa
I consiglieri regionali di Fratelli d'Italia hanno presentato un'interrogazione per evidenziare che, nella ripartizione delle risorse stanziate dal Governo per la lotta alla peste suina africana (PSA), risultano escluse le province di Arezzo, Siena e Grosseto. Secondo i firmatari — Gabriele Veneri, Luca Minucci ed Enrico Tucci — la mancanza di fondi a livello regionale lascia scoperti territori con forte vocazione zootecnica e produzioni di pregio.
Dal documento emerge la richiesta che la Regione Toscana preveda propri finanziamenti per azioni preventive, anziché attendere che l'epidemia raggiunga i territori interessati. I consiglieri sottolineano come la prevenzione sia fondamentale per evitare di rincorrere l'emergenza una volta insorgono i focolai.
"Vanno previsti fondi regionali, così come ha già fatto il Governo nazionale, per sostenere la prevenzione e proteggere territori a forte vocazione zootecnica e di pregio"
La distribuzione delle risorse e le misure già annunciate
Nel merito, l'interrogazione ricorda alcuni numeri resi noti nelle scorse settimane a livello nazionale: con un decreto d'urgenza il Governo ha stanziato ulteriori 5 milioni di euro per gli allevatori colpiti dalla PSA, in aggiunta ai 24 milioni precedentemente destinati dal Fondo per l'Innovazione in Agricoltura. Inoltre, il Commissario straordinario per la PSA, Giovanni Filippini, ha annunciato il trasferimento alla Regione Toscana di 420.000 euro per misure straordinarie, e un contributo specifico per i cacciatori di 150 euro a cinghia.
| Voce | Somma |
|---|---|
| Stanziamento aggiuntivo Governo (decreto) | 5.000.000 € |
| Fondo per l'Innovazione in Agricoltura (iniziale) | 24.000.000 € |
| Trasferimento annunciato al Toscana | 420.000 € |
| Indennizzo previsto per cacciatori | 150 € a cinghia |
Impatto per la provincia di Arezzo
Per la provincia di Arezzo, dove l'allevamento suino e le produzioni legate alla zootecnia rappresentano un elemento significativo dell'economia rurale, l'assenza di risorse dedicate in questa fase può tradursi in minori capacità di sorveglianza, controllo della fauna selvatica (in particolare i cinghiali) e misure di bio-sicurezza nelle aziende. I firmatari dell'interrogazione chiedono alla Regione interventi mirati per evitare che la gestione resti reattiva e frammentata.
- Prevenzione: campagne di monitoraggio e sorveglianza nelle aree rurali e nei parchi faunistici.
- Supporto agli allevatori: strumenti economici e logistici per rinforzare la biosicurezza aziendale.
- Coordinamento: integrazione tra livello nazionale, regionale e provinciale per l'attuazione rapida delle misure.
L'interrogazione di FdI solleva dunque una doppia questione: da un lato l'urgenza di evitare che territori «non ancora interessati» rimangano privi di tutele; dall'altro la necessità di chiarire come saranno utilizzati i trasferimenti annunciati e se vi saranno interventi aggiuntivi specifici per Arezzo e le province vicine.
La partita ora passa alla Regione Toscana, chiamata a rispondere alla interrogazione e a definire se e come destinare risorse proprie per integrare gli stanziamenti nazionali, con l'obiettivo dichiarato dai consiglieri di proteggere allevamenti e produzioni locali e di contenere il rischio di diffusione della PSA sul territorio.