Il progetto è pronto, resta la partita dei soldi
Il nuovo ospedale di Padova, concepito come un grande polo sanitario nella zona di Padova Est, dispone di terreni già recintati, di progetti approvati e di rendering che ne illustrano l'aspetto. Il nodo centrale, tuttavia, è il finanziamento: il piano complessivo richiede un investimento di oltre 870 milioni di euro e, al momento, non esiste una fonte unica che possa coprire l'intera somma.
La Giunta regionale e l'Università di Padova stanno esplorando opzioni alternative all'accordo con Inail. Secondo quanto emerso, una parte della spesa potrebbe essere sostenuta direttamente dalla Regione mediante un mutuo a tasso fisso, soluzione che garantirebbe una previsione certa dei costi e eviterebbe la perdita di controllo sulle varianti d'opera che avverrebbe affidando il progetto a un soggetto come Inail nella posizione di stazione appaltante.
Altre strade allo studio: Cdp e risorse ministeriali
Gli uffici regionali stanno inoltre valutando:
- la compartecipazione della Cassa depositi e prestiti;
- l'accesso a finanziamenti del Ministero della Salute, soprattutto se l'ospedale dovesse essere qualificato come struttura di terzo livello;
- un contributo circoscritto da parte dell'Università di Padova e un sostegno limitato da fondazioni locali come Cariparo.
In particolare la richiesta di coinvolgere il Ministero nasce dal confronto con altre grandi strutture sanitarie regionali che sono state sostenute da risorse statali: «Le grandi strutture sanitarie in quasi tutte le regioni sono state pagate anche dal Ministero. Perché qui non dovrebbe succedere?», frase che riassume il ragionamento degli amministratori regionali coinvolti nelle trattative.
«Le grandi strutture sanitarie in quasi tutte le regioni sono state pagate anche dal Ministero. Perché qui non dovrebbe succedere?»
Chi sono gli attori coinvolti
Sul tema si sono confrontati, tra gli altri, il direttore generale dell'Azienda ospedaliera, Paolo Fortuna, e il presidente della Fondazione, l'ex rettore Rosario Rizzuto. La possibilità che enti locali, fondazioni e istituzioni universitarie partecipino al finanziamento viene considerata realistica ma limitata: nessuna di queste realtà è nelle condizioni di coprire quote sostanziali dell'investimento.
| Possibile contribuente | Ruolo ipotizzato |
|---|---|
| Regione del Veneto | Mutuo a tasso fisso per quota parte della spesa |
| Cassa depositi e prestiti | Finanziamento o compartecipazione |
| Ministero della Salute | Risorse statali per grandi strutture, se riconosciuto 3° livello |
| Università di Padova / Fondazioni (es. Cariparo) | Contributi circoscritti |
Conseguenze pratiche per i cittadini
Se il progetto andrà avanti con un finanziamento stabile, Padova potrà dotarsi di una struttura considerata tra le più moderne in Europa secondo i rendering e il progetto definitivo. Questo comporterebbe un potenziale miglioramento dell'offerta sanitaria locale e della capacità di attrarre attività ad alta specializzazione. Rimane però centrale la definizione della modalità di finanziamento: l'ipotesi di un mutuo regionale garantirebbe prevedibilità dei costi, mentre l'affidamento a terzi rischierebbe di rendere less controllabile il preventivo e le varianti in corso d'opera.
La partita finanziaria resta aperta. Nei prossimi mesi saranno determinanti i passaggi istituzionali per capire se il nuovo ospedale si realizzerà con un mix di risorse regionali, statali e di enti locali, o se si ricorrerà a soluzioni alternative che potrebbero rallentare tempi e aumentare i costi.