Produzione in aumento, ma il territorio vede due velocità
La produzione industriale della provincia di Pistoia ha registrato un aumento del 2,4% nel secondo trimestre del 2026 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, secondo i dati diffusi da Confindustria Toscana Nord. Si tratta del miglior risultato dell'area che riunisce anche le province di Lucca e Prato, dove la crescita media si è fermata a un modesto +0,3%.
Il quadro, però, non è omogeneo: la spinta proviene soprattutto da alcuni comparti e da aziende che performano molto meglio della media. In parole semplici, «chi va bene va molto bene, e trascina la media»; una dinamica che rende la fotografia complessiva meno rappresentativa delle condizioni concrete in ciascuna realtà produttiva della provincia.
"Quel segno più, spiega il vicepresidente Massimo Capecchi, dipende in buona parte dall’andamento di singole aziende, non da una ripresa che si sente in tutti i capannoni della provincia."
I settori che hanno sostenuto il trimestre sono principalmente materiali, chimica e plastica, che segnano un incremento robusto. Anche tessile e metalmeccanica mostrano segni positivi, mentre la trasformazione alimentare cresce marginalmente. Fondamentale, per la tenuta complessiva, è stata la domanda dall'estero: l'export provinciale è cresciuto del 3,5%, a fronte di un mercato interno in rallentamento.
- Settori in forte crescita: materiali, chimica e plastica
- Settori in ripresa moderata: tessile, metalmeccanico, trasformazione alimentare
- Settori in contrazione: cuoio e calzature, mobili e materassi, abbigliamento
Per comprendere meglio la distribuzione dei risultati, è utile guardare i dati settoriali a disposizione:
| Settore | Variazione tendenziale (Q2 2026) |
|---|---|
| Materiali, chimica e plastica | +14,6% |
| Tessile | +5,2% |
| Metalmeccanico | +3,4% |
| Trasformazione alimentare | +0,7% |
| Export complessivo | +3,5% |
| Cuoio e calzature | -5,1% |
| Mobili e materassi | -3,4% |
| Abbigliamento | -2,9% |
| Carta e cartotecnica | -1,7% |
| Resto della manifattura | -1,2% |
La disomogeneità tra comparti ha anche una geografia interna: in alcune aree della provincia la presenza dominante di un singolo stabilimento può determinare, nel bene o nel male, l'andamento economico dell'intero paese. Per esempio, una flessione in una grande impresa del comparto calzaturiero o del mobile può tradursi rapidamente in ricadute occupazionali locali e in minore attività per la filiera.
Per gli operatori e le istituzioni locali la sfida è duplice: da un lato sostenere i settori in crescita, favorendo investimenti e capacità di internazionalizzazione; dall'altro accompagnare la riconversione e il sostegno ai comparti in sofferenza, per ridurre l'impatto sociale delle contrazioni.
Nei prossimi mesi sarà importante monitorare l'evoluzione del mercato interno, indicatore che oggi appare debole, e la capacità delle imprese pistoiesi di consolidare l'export. Le associazioni di categoria e le istituzioni locali avranno un ruolo chiave nel favorire politiche attive per il lavoro, formazione specializzata e misure che facilitino l'accesso ai mercati esteri per le piccole e medie imprese del territorio.