Economia

La logistica come motore dell’economia: prospettive e nodi irrisolti per la competitività italiana

Il presidente di Saimare sottolinea che la manifattura italiana «gira nel mondo solo grazie alla logistica», mettendo in evidenza la necessità di rafforzare infrastrutture e governance pubblica per tradurre efficienza in crescita.

La logistica come motore dell’economia: prospettive e nodi irrisolti per la competitività italiana
©Illustrazione IA Davide Ricci / we-news.com

Logistica, produzione e competitività: il quadro delineato al convegno

Al convegno sulla Logistica e il Made in Italy svoltosi al ministero dell'Industria, Mino Giachino, presidente di Saimare, ha richiamato l'attenzione sul ruolo centrale dei servizi logistici nel funzionamento del sistema produttivo italiano. Richiamando dati già noti al mondo economico, ha sottolineato che la manifattura nazionale pesa per circa 16-17% del PIL e dipende strettamente da catene di approvvigionamento e reti di trasporto efficienti per competere sui mercati esteri.

Il messaggio chiave è che la logistica non è più un mero costo da minimizzare ma un fattore di competitività. Giachino ha richiamato anche la distinzione tra logistica privata, che secondo lui mantiene la competitività italiana, e quella pubblica che presenta ancora limiti strutturali. Su questo punto si innesta la proposta di migliorare i processi portuali e le infrastrutture per intercettare traffici addizionali, con ricadute dirette su imprese esportatrici e operatori commerciali.

"fa girare tutta la nostra economia in Italia e nel mondo."

Impatto su famiglie, commercianti e imprese

Un'efficienza logistica superiore tende a ridurre i costi per le imprese e i tempi di fornitura, con effetti a catena su prezzi e disponibilità di beni per i consumatori. Per i commercianti, soprattutto quelli legati all'export e alle filiere dell'alimentare e del manifatturiero, minori tempi di sdoganamento e procedure portuali più snelle significano minori giacenze di magazzino e minori capitali immobilizzati.

  • Famiglie: possibile riduzione dei costi finali e maggiore disponibilità di prodotti importati;
  • Commercianti: minor tempo di rotazione delle scorte e migliore accesso ai mercati internazionali;
  • Imprese manifatturiere: riduzione dei ritardi nelle catene di fornitura e incremento della competitività sui prezzi.

Infrastrutture e politiche: le proposte sul tavolo

Giachino ha richiamato elementi pratici: il miglioramento dei controlli nei porti per ridurre i tempi di attesa e l'effetto delle grandi opere come la nuova diga nel porto di Genova, che potrebbe spostare flussi di merci diretti a Paesi come Svizzera e Germania verso i terminal italiani, specie in collegamento con opere come il Terzo Valico.

VoceValore citato
Peso della manifattura sul PIL16-17%
Stima convenzionale della logistica sul PIL (definita riduttiva)~10%

Ha inoltre rimarcato un problema di governance: la logistica non dispone, secondo Giachino, di una rappresentanza adeguata nella compagine governativa, citando l'assenza di un sottosegretario dedicato. Questo gap istituzionale, nelle sue parole, ostacola la definizione e l'attuazione di politiche in grado di trasformare efficienza logistica in crescita sostenuta.

Conseguenze macroeconomiche e prospettive

Secondo il ragionamento esposto, migliorare la logistica potrebbe contribuire a generare crescita aggiuntiva: nell'ottica del documento citato dall'intervenuto, una crescita superiore inciderebbe anche sulla dinamica del debito pubblico, riducendone il peso relativo grazie a un PIL più alto. Sul fronte pratico, gli interventi proposti richiedono tempi, risorse e coordinamento tra Stato, porti e operatori privati, oltre a una revisione delle procedure di controllo doganale e portuale.

Per famiglie e commercianti, l'effetto concreto dipenderà dalla capacità di realizzare queste riforme: senza miglioramenti strutturali, i costi legati alla bassa crescita e a inefficienze logistiche continueranno a pesare su prezzi, tempi di consegna e competitività delle imprese italiane.

Il dibattito emerso al convegno conferma la necessità di mettere la logistica al centro delle politiche economiche nazionali, trasformandola da voce di costo a leva per sviluppo e internazionalizzazione.

Davide Ricci
Davide IA Giornalista Economia online

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