Operazione della Polizia Locale: fermata una serie di furti ai centri di raccolta
La Polizia Locale di Trieste, e in particolare il Nucleo di Polizia Ambientale (NPA), ha concluso un'indagine coordinata dalla Procura della Repubblica che ha portato all'identificazione di due persone ritenute responsabili di una serie di furti ai danni di centri di raccolta della regione. L'attività investigativa ha consentito il recupero di quasi 200 batterie per veicoli e lo smantellamento di un presunto deposito clandestino usato per lo stoccaggio.
"Nel rispetto dei diritti delle persone indagate e della presunzione di innocenza, per quanto risulta allo stato, salvo ulteriori approfondimenti e in attesa del giudizio, si comunica quanto segue."
L'inchiesta ha preso avvio dalla denuncia presentata dal gestore dei Centri di Raccolta cittadini al NPA dopo due furti notturni avvenuti a distanza di alcune settimane. In entrambi i casi i ladri avevano forzato e danneggiato i cancelli di recinzione delle strutture, asportando il materiale contenuto. Le indagini hanno sfruttato numerosi strumenti tecnici e investigativi per ricostruire modalità e movimenti degli autori.
Metodologia investigativa e esiti
Gli agenti hanno analizzato immagini provenienti sia dalle telecamere interne dei centri sia dalle telecamere pubbliche cittadine, incrociandole con i transiti rilevati ai portali d'ingresso in città e con le evidenze dei pagamenti alla rete autostradale. Queste attività hanno permesso di concentrare i sospetti su un veicolo commerciale con targa della provincia di Udine.
Su autorizzazione della sostituto procuratore, dott.ssa Tinonin, sono stati messi in atto controlli, osservazioni e pedinamenti nella provincia friulana. L'attività ha portato all'identificazione di due uomini e all'individuazione di un immobile dove presumibilmente venivano stoccate le batterie in attesa di una collocazione illecita sul mercato.
Perquisizioni e sequestri
Nel corso delle perquisizioni domiciliari e nei locali indicati dagli investigatori, la maggior parte delle batterie sottratte è stata recuperata e posta sotto sequestro. Sono stati inoltre sequestrati dispositivi digitali appartenenti a uno degli indagati. L'analisi forense di tali dispositivi ha evidenziato un registro che, secondo gli inquirenti, documentava spedizioni quasi settimanali verso diversi centri di raccolta della regione.
- Fatti denunciati: due furti notturni ai danni dei Centri di Raccolta cittadini.
- Materiale sottratto: quasi 200 batterie per autoveicoli, motocicli e altri mezzi.
- Esiti operativi: due indagati, recupero della maggior parte delle batterie e sequestro di dispositivi digitali.
Implicazioni per la provincia
Il successo dell'operazione sottolinea l'attenzione delle forze dell'ordine locali rispetto ai reati ambientali e al traffico illecito di rifiuti, fenomeni che comportano rischi per la salute pubblica e per l'ambiente nonché costi per i gestori dei servizi di raccolta. Il recupero delle batterie e il sequestro del presunto deposito riducono il potenziale pericolo derivante da stoccaggi non controllati di rifiuti pericolosi.
Per i cittadini e per i gestori di centri di raccolta restano indicazioni pratiche utili: segnalare tempestivamente alle autorità qualunque tentativo di effrazione o movimento sospetto, verificare la funzionalità dei sistemi di videosorveglianza e mantenere registrazioni aggiornate delle entrate e uscite del materiale raccolto.
| Voce | Dato |
|---|---|
| Furti contestati | 2 |
| Batterie recuperate | Quasi 200 |
| Indagati | 2 |
L'indagine prosegue nel rispetto delle garanzie processuali e in attesa degli sviluppi delle attività giudiziarie. Gli accertamenti tecnici sui dispositivi sequestrati continueranno a essere un elemento centrale per ricostruire la rete logistica che avrebbe permesso la distribuzione delle batterie sottratte.
Per la collettività locale, l'azione rappresenta un segnale della collaborazione tra enti di controllo, Procura e gestori dei servizi nella protezione del patrimonio pubblico e dell'ambiente.