La proposta sindacale che mira a mettere in rete le competenze per fermare lo spopolamento
La CISL Agrigento Caltanissetta Enna ha espresso un giudizio favorevole sull'avvio di un percorso di collaborazione tra le amministrazioni comunali di Enna e Caltanissetta focalizzato su servizi, sviluppo economico e prospettive delle aree interne. A promuovere l'iniziativa è la segretaria generale Carmela Petralia, che ribadisce la necessità di trasformare il dialogo in un patto territoriale più ampio, esteso anche alla provincia di Agrigento e alle parti sociali.
Secondo la Cisl, le criticità che interessano le aree interne non possono essere affrontate efficacemente se confinate ai soli ambiti amministrativi locali. Il sindacato chiede quindi un confronto stabile e strutturato, che metta attorno allo stesso tavolo istituzioni, organizzazioni sindacali, imprese, scuole, università, enti di formazione e il terzo settore.
«Accogliamo positivamente l’intenzione delle amministrazioni di Enna e Caltanissetta di costruire una collaborazione più stretta – dichiara Carmela Petralia –. È un percorso che come CISL auspichiamo e proponiamo da tempo».
Ambiti prioritari e obiettivi concreti
La proposta della CISL indica una serie di aree su cui concentrare il confronto pubblico-privato. Tra le questioni richiamate dalla segreteria generale figurano in primo luogo il contrasto allo spopolamento e la creazione di opportunità di lavoro per i giovani, ma anche infrastrutture, sanità, formazione, scuola, università, imprese, agricoltura e turismo. L'intento è arrivare a impegni pratici e verificabili, non a dichiarazioni di principio.
- Spopolamento: trattenere e attrarre famiglie e giovani;
- Occupazione giovanile: politiche attive del lavoro e creazione di impresa;
- Infrastrutture e servizi: migliorare accessibilità e qualità dei servizi sanitari e formativi;
- Valorizzazione economica: agricoltura, turismo sostenibile e reti di impresa.
Mettere in rete risorse e responsabilità
La Cisl sostiene che il successo di un patto territoriale dipende dalla capacità di coinvolgere tutti gli attori utili alla crescita locale. L'approccio proposto è quindi multilaterale: non solo un accordo tra enti pubblici, ma una piattaforma che includa il mondo del lavoro organizzato, le imprese e gli ambiti formativi per costruire percorsi coerenti di sviluppo.
Per gli abitanti di Enna, una tale intesa potrebbe tradursi in effetti concreti: maggiore accesso a servizi essenziali, opportunità di formazione e lavoro per i giovani e progetti condivisi per la valorizzazione delle risorse locali. Restano ora da definire strumenti, cronoprogramma e impegni finanziari che possano rendere operativo il patto.
| Attore | Ruolo proposto |
|---|---|
| Istituzioni locali (Enna, Caltanissetta, Agrigento) | Coordinamento politiche territoriali |
| Parti sociali (CISL e altri) | Proposte programmatorie e monitoraggio |
| Imprese, università, formazione | Realizzazione progetti e istruzione/formazione |
Prossimi passi e rischi da evitare
Petralia invita a non limitare l'azione a annunci: «Il nostro auspicio è che si arrivi a un vero patto territoriale, fondato sulla partecipazione e su impegni concreti», si legge nel documento. Serve quindi un calendario di incontri, la definizione di obiettivi misurabili e la partecipazione attiva di chi potrà effettivamente erogare risorse e servizi.
La sfida per Enna e per le altre province interne è duplice: costruire alleanze capaci di generare effetti pratici nel breve periodo e programmare interventi strutturali che invertano le tendenze demografiche e produttive nel medio-lungo termine. Il passo decisivo sarà trasformare la disponibilità al dialogo in atti amministrativi e progetti concreti, monitorabili e condivisi.