Trend nazionale e cifra locale
I dati del Ministero dell’Istruzione e del Merito relativi all’anno scolastico 2024/25 evidenziano che circa 1,39 milioni di studenti sul totale di circa 7,66 milioni non si avvalgono dell’insegnamento della religione cattolica. In percentuale, si tratta del 18,2% della popolazione scolastica nazionale, una quota in aumento rispetto agli anni precedenti.
Cosa succede in provincia di Enna
Nella provincia di Enna la scelta di non seguire l’ora di religione riguarda il 3,3% degli studenti, collocando il territorio fra le province con la quota più bassa. Questo dato segnala che nella maggior parte delle classi del nostro territorio la presenza all’ora di religione rimane pressoché uniforme rispetto a quanto avviene in molte altre aree del Paese.
Andamento degli ultimi anni
I trend nazionali mostrano una crescita progressiva della quota di alunni che non partecipano all’insegnamento religioso: la percentuale è passata dal 15,8% nel 2021/22 al 18,2% nel 2024/25. Il cambiamento non è brusco ma costante nel tempo, un aumento anno su anno che sta modificando la composizione delle classi nelle scuole italiane.
| Anno scolastico | Percentuale nazionale |
|---|---|
| 2021/22 | 15,8% |
| 2022/23 | 16,4% |
| 2023/24 | 17,3% |
| 2024/25 | 18,2% |
Impatto pratico nelle scuole
La scelta di non avvalersi dell’ora di religione si traduce ogni mattina in piccoli spostamenti: alcuni studenti restano in classe mentre altri si dirigono verso aule per attività alternative o per lo studio assistito. Per gli istituti questo comportamento comporta alcune ricadute operative:
- organizzazione di attività alternative e supervisione degli alunni non partecipanti;
- gestione degli spazi e del personale in contemporanea alle ore di religione;
- pianificazione didattica e oraria per garantire pari opportunità educative.
Riflessioni per il territorio ennese
Per le scuole della provincia di Enna il dato del 3,3% indica una situazione relativamente stabile rispetto alla presenza dell’insegnamento religioso. Resta però utile monitorare eventuali variazioni negli anni futuri, poiché anche piccoli spostamenti percentuali possono incidere sull’organizzazione delle classi in comuni e istituti con popolazione scolastica ridotta.
Per le famiglie e per il personale scolastico la scelta, formalizzata all’inizio dell’anno su appositi moduli, rimane un atto che incide sulla vita quotidiana delle scuole. A livello locale, amministrazioni e dirigenti scolastici potrebbero valutare di rendere più visibili le alternative didattiche offerte per chi opta per l’uscita dall’ora di religione, così da assicurare percorsi formativi chiari e uniformi su tutto il territorio provinciale.