Accordo per allargare la rete dei prelievi
La donazione di cornee in provincia di Trento si prepara a uscire dagli ospedali maggiori per entrare progressivamente nelle strutture sanitarie del territorio. Un accordo siglato tra l'Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino (Asuit) e la Fondazione Banca degli Occhi del Veneto ETS stabilisce che i prelievi dei tessuti oculari potranno essere effettuati anche in sedi periferiche, con un primo avvio all'Hospice di Mezzolombardo.
Secondo l'intesa, il personale della Fondazione sarà responsabile del prelievo e della conservazione delle cornee rispettando gli standard tecnici previsti, mentre il personale delle strutture locali continuerà a svolgere il ruolo di identificazione dei potenziali donatori e di interlocuzione con le famiglie. L'iniziativa punta a rispettare la volontà di chi decide di donare e a incrementare la disponibilità di tessuti utili ai trapianti corneali.
Numeri e fabbisogno sul territorio
| Voce | Valore |
|---|---|
| Donazioni nel 2025 | 108 |
| Donatori nei primi mesi del 2026 | 61 |
| Pazienti in lista d'attesa | 49 |
| Trapianti eseguiti (dal 2019 ad oggi) | 413 |
Il dato sulle liste d'attesa e il numero complessivo di interventi evidenziano come il trapianto di cornea sia spesso l'unica opzione per recuperare la vista in caso di compromissione corneale. Per questo motivo la diffusione dei punti di prelievo può incidere concretamente sui tempi d'attesa e sulla possibilità di soddisfare le richieste cliniche.
Chi fa cosa: ruoli e procedure
- Fondazione Banca degli Occhi del Veneto: eseguirà i prelievi e gestirà la conservazione dei tessuti secondo protocolli dedicati.
- Strutture sanitarie trentine: individueranno i potenziali donatori e manterranno il contatto con le famiglie per la gestione del consenso.
- Obiettivo comune: aumentare la disponibilità di cornee e garantire il rispetto delle volontà dei donatori.
La direttrice dell'Unità operativa di oculistica ha inoltre sottolineato che, in numerosi casi, la donazione di cornea è praticabile anche quando altre donazioni di organi sarebbero escluse, per esempio in pazienti di età avanzata o con specifiche patologie che non compromettono il tessuto corneale.
Impatto per i cittadini e prossimi passi
L'estensione della rete dei prelievi rappresenta un cambiamento organizzativo con ricadute pratiche per i cittadini: riduce la necessità di trasferire i potenziali donatori verso centri maggiori e facilita l'effettiva realizzazione del gesto solidale. Dal punto di vista sanitario, inoltre, può contribuire a ridurre i tempi di attesa per chi necessita di trapianto corneale.
La convenzione è stata accolta come un rafforzamento della rete dei trapianti e come un esempio di collaborazione tra istituzioni, professionisti sanitari e volontariato. L'attivazione a Mezzolombardo è il primo passo; la progressiva estensione alle altre strutture sarà calibrata in base alle esigenze e alle capacità organizzative locali.