Contrapposizioni in riva al mare
Sabbia, passeggiata e polemica politica: la presenza del generale Roberto Vannacci ha acceso ieri pomeriggio la banchina di Oneglia, dove al Koko Beach era prevista la presentazione del suo libro. L'evento, inizialmente culturale, è rapidamente degenerato in comizio e in occasione di contestazioni che hanno visto opporsi sostenitori del leader e manifestanti contrari.
La dinamica della giornata
All'arrivo del generale, dopo un incontro istituzionale in Comune con il sindaco Claudio Scajola, si è formato un nucleo di persone raccolte attorno al locale sulla spianata: secondo quanto ricostruito, all'interno dell'area e nelle immediate vicinanze erano presenti circa 300 persone, con una cinquantina che seguiva dagli spalti della passeggiata. All'esterno, quasi altrettanti manifestanti hanno intonato cori di protesta.
- Partecipanti al Koko Beach: circa 300 persone
- Persone sulle balaustre: circa 50
- Manifestanti esterni: poco meno dei presenti al locale
Per evitare scontri è stato schierato un cordone delle forze dell'ordine composto da una trentina di agenti, tra i quali una decina del Reparto mobile di Genova in tenuta antisommossa. L'intervento delle forze di polizia è stato limitato alla gestione delle provocazioni e alla separazione dei due schieramenti.
Segni e parole che dividono
La tensione ha assunto sapori simbolici: da un lato alcuni presenti hanno esibito il gesto del braccio teso, ripetuto anche durante l'esecuzione dell'inno nazionale; dall'altro i contestatori si sono rivolti al corteo intonando «Vannacci devi andartene» e brani della tradizione della Resistenza come «Bella ciao» e «Fischia il vento».
«Nessuno mi ha mai visto fare un saluto romano, non rappresento chi fa i saluti romani e ho semplicemente chiesto di smettere di farlo»
La frase è stata pronunciata dallo stesso Vannacci all'ingresso al Koko Beach, in risposta ai saluti mostrati da alcuni suoi sostenitori. Anche la memoria storica ha avuto un ruolo nella giornata: è stato richiamato il nome del partigiano Silvio Bonfante, detto “Cion”, Medaglia d'oro al valore militare alla memoria, e uno striscione con la scritta «Bona nè» è stato esposto sugli scogli, raggiunto a nuoto da alcuni contestatori.
Presenza giovanile e ricadute locali
Numerosi giovani erano presenti in entrambi i gruppi, segnale di un coinvolgimento delle nuove generazioni nei fatti politici locali. La vicenda lascia alcune questioni sul tavolo per la città di Imperia: la gestione degli eventi pubblici che mescolano cultura e politica, la presenza di simboli estremisti in spazi aperti e il ruolo delle istituzioni locali nel mediare tensioni.
| Elemento | Dettaglio |
|---|---|
| Luogo | Koko Beach, spianata di Oneglia (Imperia) |
| Personaggi coinvolti | Roberto Vannacci; sindaco Claudio Scajola |
| Forze dell'ordine | circa 30 agenti, incl. 10 del Reparto mobile di Genova |
Per i residenti della zona centro-porto la giornata ha rappresentato un momento di forte visibilità politica che, se ripetuto, potrà richiedere maggiori misure preventive per tutelare la convivenza civile e la sicurezza pubblica. Le autorità locali sono al corrente dell'accaduto; al momento non risultano denunce formali legate agli episodi registrati durante la manifestazione.
La questione degli spazi pubblici e della libera espressione, bilanciata con il divieto di apologia di ideologie proibite, tornerà probabilmente al centro del dibattito cittadino nelle prossime settimane, con possibili ripercussioni sulle modalità di autorizzazione di iniziative analoghe.