Richiesta di cambiamento dopo anni di ritardi
Un confronto pubblico organizzato nell'ambito della Festa Provinciale dell'Unità a Bussana ha acceso i riflettori sulla gestione dei rifiuti nella provincia di Imperia. Il Partito Democratico provinciale ha sollevato un quadro di criticità che, secondo i relatori, sta costando caro ai cittadini e richiede interventi immediati a livello politico e amministrativo.
Al centro della discussione c'è il biodigestore di Taggia, un impianto il cui completamento è fermo da anni e che oggi è descritto come un progetto in forte difficoltà. Secondo quanto emerso durante l'incontro, l'opera registra un ritardo temporale di 13 anni e negli ultimi mesi sono emerse ulteriori problematiche legate alla sostenibilità economica del concessionario incaricato della realizzazione.
"Gestione rifiuti: l'alternativa esiste"
Alla già grave situazione si è aggiunta la revoca di un contributo del PNRR, pari a 6,4 milioni di euro, motivata dal mancato rispetto di criteri europei in materia ambientale. Il caso è inoltre sotto la lente della Procura Europea, il che complica ulteriormente prospettive e tempistiche.
Conseguenze economiche e ricadute sui cittadini
Nel frattempo, la provincia continua a sostenere costi elevati per lo smaltimento dei rifiuti fuori territorio. Le spese straordinarie per trasferire i rifiuti in impianti esterni ricadono sulla collettività attraverso la bolletta della TARI, con un impatto diretto sulle famiglie e sulle imprese locali.
- Ritardo del biodigestore: 13 anni;
- Finanziamento PNRR revocato: 6,4 milioni di euro;
- Indagine della Procura Europea in corso.
Modelli alternativi e proposte politiche
Per offrire un termine di confronto pratico, i relatori hanno portato come esempio il sistema adottato dal Consiglio di Bacino Priula (Treviso). I dati citati parlano di:
| Voce | Valore |
|---|---|
| Raccolta differenziata | 90% |
| Rifiuto secco residuo pro capite | 41 kg/anno |
| Media nazionale rifiuto secco residuo | 172 kg/anno |
Il metodo richiamato prevede raccolta porta a porta e tariffa puntuale ("paga quanto produci") e, sempre secondo gli interventori, dimostra come una scelta condivisa di pianificazione e gestione pubblica possa ridurre sia i rifiuti che i costi per la collettività.
Cosa chiedono i partecipanti dell'incontro
Dal dibattito sono emerse alcune richieste precise, rivolte alla Provincia e alla Regione:
- avviare una verifica immediata sullo stato dell'opera e sulle responsabilità del concessionario;
- valutare alternative di gestione pubblica o modelli già sperimentati con successo in altre aree;
- garantire trasparenza sui finanziamenti e sulle motivazioni della revoca PNRR, anche in relazione all'indagine europea.
La discussione segnala come la questione dei rifiuti non sia solo tecnica, ma profondamente politica: le scelte compiute nelle prossime settimane produrranno effetti concreti su tariffe e servizi per i residenti della provincia di Imperia.
Resta ora da vedere se gli enti locali sapranno tradurre le sollecitazioni emerse a Bussana in passi operativi, capaci di interrompere un lungo stallo e limitare l'impatto economico sulle famiglie.