Tre amministrazioni chiedono di considerare l'effetto complessivo delle attività industriali
I primi cittadini di Ginosa, Laterza e Castellaneta hanno inviato una richiesta formale al presidente della Regione Puglia e agli assessorati competenti per ottenere un confronto urgente sulle procedure di autorizzazione di nuovi impianti nel territorio occidentale della provincia di Taranto. L'appello nasce dall'urgenza di valutare in modo unitario il carico ambientale e sanitario di un'area già interessata da numerose attività produttive e impiantistiche.
Nel documento le amministrazioni segnalano come la sedimentazione di più impianti sullo stesso territorio determini pressioni cumulative difficili da valutare se ogni pratica viene esaminata singolarmente. Per i sindaci, occorre superare l'approccio frammentato e adottare strumenti in grado di misurare l'insieme degli impatti, dalla qualità dell'aria alla gestione dei rifiuti, fino alle ricadute sulla salute della popolazione.
"Non è più credibile raccontare ogni nuovo impianto come una pratica a sé stante. I cittadini non respirano singoli procedimenti: respirano l’aria dello stesso territorio, vivono sulle stesse strade e subiscono la somma"
Nel testo di accompagnamento vengono elencate le principali realtà industriali e impiantistiche che, a vario titolo, contribuiscono al quadro territoriale: il polo siderurgico ex Ilva, la raffineria Eni di Taranto, diversi impianti di trattamento dei rifiuti, discariche già operative e progetti proposti come un termovalorizzatore. Viene inoltre segnalata l'influenza di attività autorizzate sul versante lucano, come il cementificio di Matera che impiega CSS.
- Richiesta: incontro urgente con la Regione e i Dipartimenti Ambiente e Salute.
- Obiettivo: adottare criteri che tengano conto degli impatti cumulativi sul territorio.
- Popolazione interessata: oltre 52.000 residenti nei tre Comuni.
L'invito dei sindaci solleva questioni pratiche per gli uffici tecnici e per le autorità sanitarie: come definire la soglia oltre la quale la capacità di carico ambientale è superata; quali indicatori utilizzare per misurare gli effetti combinati; e come assicurare la partecipazione delle comunità locali nei processi decisionali. Questi punti richiedono sia dati aggiornati sulla qualità ambientale sia valutazioni epidemiologiche che siano in grado di cogliere trend nel medio periodo.
La richiesta formale rappresenta inoltre un segnale politico: i tre Comuni chiedono che le istituzioni regionali evitino di trattare ogni nuova autorizzazione come una pratica isolata, ma promuovano strumenti di pianificazione che analizzino l'insieme delle pressioni esistenti e previste. Sul tavolo ci sono aspetti normativi e procedurali, con ricadute dirette sulla vita quotidiana dei cittadini e sulle possibilità di sviluppo economico sostenibile del territorio.
| Comune | Sindaco |
|---|---|
| Ginosa | Vito Parisi |
| Laterza | Giuseppe Cristella |
| Castellaneta | Giambattista Di Pippa |
La palla passa ora agli enti regionali e agli assessorati competenti, chiamati a rispondere alla sollecitazione e a chiarire se e con quali strumenti intendono applicare valutazioni integrate per le autorizzazioni future. Per i cittadini della fascia occidentale jonica la decisione sul metodo di valutazione potrà determinare l'intensità delle misure di tutela ambientale e sanitaria nei prossimi anni.