Vertice a Villa Butera sulle ricadute del Piano Paesaggistico provinciale
Questa mattina a Villa Butera si è svolto un incontro tecnico e istituzionale per analizzare le criticità collegate al nuovo Piano Paesaggistico della Provincia di Palermo, riguardante gli ambiti 3, 4, 5, 6, 7, 8, 10 e 12. Il provvedimento è stato adottato dall'Assessorato regionale dei Beni Culturali con Decreto Assessoriale n. 24/GAB del 10 giugno 2026 e notificato agli enti locali il 20 luglio.
Al tavolo erano presenti il sindaco di Bagheria, Filippo Maria Tripoli, il sindaco di Altavilla Milicia, Giuseppe Virga, il dirigente comunale all'Urbanistica di Bagheria, Nunzio Santoro, l'architetto Maria Piazza e tecnici della Direzione Urbanistica. Assente, dalla lista consegnata dall'ente, qualsiasi rappresentante regionale. Anche l'avvocato dell'ente, Claudio Trovato, ha partecipato per valutare i possibili profili di illegittimità dell'atto.
Criticità sollevate e timori per lo sviluppo locale
La rappresentanza di professionisti — architetti, ingegneri e geometri del comprensorio — insieme a rappresentanti di operatori economici come Sicindustria, ha portato osservazioni tecniche e riscontri pratici sull'impatto delle nuove norme. Dal confronto è emerso un giudizio sostanzialmente critico: secondo i partecipanti il piano appare impostato senza un adeguato approfondimento della situazione reale dei luoghi e con scarsa concertazione territoriale.
- Segnalate riduzioni dell'edificabilità in più zone;
- riscontrate discrepanze cartografiche rispetto agli strumenti comunali vigenti;
- preoccupazione per vincoli sovrapposti su aree già urbanizzate o dotate di strumenti attuativi.
I presenti hanno sottolineato come tali elementi possano rallentare progetti di trasformazione e iniziative economiche, incidendo su programmi di rigenerazione urbana e su interventi privati già pianificati.
Possibile azione legale coordinata
Nel corso del dibattito l'avvocato Trovato e i tecnici hanno esaminato potenziali profili procedurali e di merito per una azione legale coordinata da parte dei Comuni coinvolti. L'analisi riguarderà la legittimità dell'atto adottato dall'Assessorato e la congruenza tra le previsioni del nuovo piano e gli strumenti urbanistici comunali vigenti.
| Elemento | Dettaglio |
|---|---|
| Ambito interessati | 3, 4, 5, 6, 7, 8, 10, 12 |
| Atto regionale | Decreto Assessoriale n. 24/GAB, 10 giugno 2026 |
| Notifica agli enti | 20 luglio 2026 |
Dal confronto è inoltre emersa la percezione che problematiche analoghe stiano sopraggiungendo anche in altri Comuni della provincia, dove amministrazioni e liberi professionisti segnalano criticità comparabili. I referenti locali hanno chiesto una maggiore interlocuzione con l'Assessorato regionale e verifiche puntuali sulle carte tecniche utilizzate per la redazione del piano.
Per i cittadini e gli operatori del territorio la questione è destinata a incidere su tempi e modalità di intervento sul patrimonio edilizio e paesaggistico: ogni possibile modifica dei parametri di edificabilità o l'introduzione di nuovi vincoli cambierebbe le condizioni per progetti privati e pubblici, nonché per iniziative di recupero e sviluppo.
Nei prossimi giorni i Comuni coinvolti valuteranno i passaggi successivi, tra cui l'eventuale apertura di un confronto formale con la Regione e l'approfondimento degli aspetti giuridici che potrebbero portare a ricorsi. L'esito di queste verifiche sarà determinante per capire se il piano potrà essere modificato in sede tecnica o se si aprirà una fase contenziosa per tutelare gli strumenti urbanistici locali.
La vicenda rimane centrale per amministratori, professionisti e cittadini interessati: le decisioni assunte nelle prossime settimane influiranno direttamente sulle possibilità di sviluppo e sull'organizzazione del territorio nei Comuni coinvolti.